Governo Letta: Stop al finanziamento pubblico ai partiti

Eliminare il finanziamento pubblico ai partiti

Arriva l’ok da parte del governo Letto all’eliminazione totale o almeno parziale del finanziamento pubblico ai partiti. Verrà dato più spazio all’intervento dei privati cittadini che sostengono un partito con propri versamenti che verranno ovviamente tracciati e resi noti. Questa diciamo che è la linea guida dell’accordo trovato dal Consiglio dei Ministri nel varare un decreto legge che vada nella direzione del ridurre al minimo il finanziamento pubblico ai partiti.

La fiducia degli italiani nel governo Letta

Il governo di unità nazionale o di ampia coalizione che dir si voglia vive ogni giorno nuove tensioni all’interno del Parlamento e anche all’interno della sua stessa squadra. In effetti si poteva facilmente intuire che le frizioni o sarebbero state all’ordine del giorno per una serie di ragioni differenti ed eterogenee: in primo luogo per la difficoltà oggettiva dei problemi che il governo Letta si ritrova nella propria agenda, e in secondo luogo per la composizione trasversale e molto ampia della sua stessa squadra. Perché è normale che mettendo insieme Partito Democratico e Popolo della Libertà la tensione è sempre dietro l’angolo.

Il rinvio dei tagli ai tribunali

Negli ultimi giorni stiamo riportando con puntualità una serie di tematiche intorno alle quali infuria la polemica politica, Alcune di rilevanza tale da non poter passare proprio inosservate, altre di minor impatto e in quanto tali spesso a stento riportate dai principali organi di informazione. Da un esame sommario ci rendiamo conto che si tratta di incidenti di percorso da mettere assolutamente in calendario nell’ambito di un governo di ampia colazione che poggia su un sostegno tanto ampio quanto labile. Eppure, ci sono alcune questioni su cui governo Letta e maggioranza tutta si dicono d’accordo.

L’allarme di Confindustria

Durissimo affondo del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi sull’attuale situazione economica del nostro Paese. E anche sul contesto politico in cui ci stiamo muovendo e ancor di più in cui ci siamo mossi negli ultimi mesi. A conti fatti il presidente degli industriali non le manda a dire sottolineando che le misure degli ultimi mesi si sono rivelate alla prova dei fatti assolutamente insufficienti e inutili nel combattere la terribile crisi che ci sta mettendo in ginocchio. Fino ad arrivare alla frase ad effetto che vede il Nord Italia pronto a cadere nel baratro della crisi.

Borghezio si autosospende, offese la Kyenge

 Polemiche Lega Nord – neoministro Kyenge

Appena eletta neoministro dell’integrazione Cécile Kyenge (primo ministro nero della storia d’Italia), Mario Borghezio andò su tutte le furie definendo la scelta di Letta come una “scelta del cazzo, ha la faccia da casalinga”. Ma le offese alla neoministo non si sono fermate qui in un intervista alla La Zanzara su Radio24, rilasciò nuove dichiarazioni forti a riguardo della nomina della Kyenge sopratutto contro la proposta di ius soli e l’eliminazione del reato di clandestinità.

La sospensione dell’Imu e l’aumento dell’Iva

L’ultimo provvedimento degno di nota del nuovo governo di unità nazionale del presidente del Consiglio Enrico Letta è arrivato nella giornata di ieri e riguarda le principali questioni economiche. Si tratta, nella fattispecie, del decreto sull’Imu e sul finanziamento della cassa integrazione che è stato firmato per l’appunto nella giornata di ieri da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Non si tratta però di un provvedimento in grado di disciplinare la questione interamente in quanto la riforma sulle tasse per la casa è rinviata al mese di agosto.

La modifica della legge elettorale

Buone notizie in merito alla questione della riforme dell’attuale legge elettorale. Ben presto, a quanto pare, l’attuale legge elettorale, il porcellum, dovrebbe andare in pensione o comunque subire modifiche tali da limitarne in misura decisa i difetti. La notizia nasce nelle ultime ore in seguito al via libera in merito ad un vertice ad hoc tra maggioranza e governo volto proprio alle modifiche della legge elettorale. E, soprattutto, si tratta di un vertice quasi obbligato perché quasi obbligate sono le modifiche stesse al porcellum dopo la bocciatura che l’attuale legge elettorale ha incassato da parte della Cassazione qualche giorno fa.

Pdl: dimezzare pena per concorso esterno in associazione mafiosa

 Dimezzare pena per concorso esterno in associazione mafiosa

Il Pdl dopo l’Imu propone di dimezzare pena per concorso esterno in associazione mafiosa evitando il carcere e limitanto l’utilizzo delle intercettazioni come prova per il reato di concorso esterno a patto che questa collaborazione nascosta non giustifichi profitti. Questo è quanto prevede il testo consegnato da alcuni senatori alla commissione Giustizia del Senato, primo firmatario il senatore pdl Guido Compagna, relatore Giacomo Caliendo. Senza ombra di dubbio questa proposta di legge favorirebbe alcuni “amici” di partito che oggi hanno guai giudiziari come Marcello Dell’Utri, Nicola Cosentino e Raffaele Lombardo.

Il referendum sul finanziamento alle scuole private

Anche Romano Prodi si schiera nella sua Bologna in merito al finanziamento alle scuole paritarie. L’ex presidente del Consiglio e, con una battuta, potremmo definirlo anche come l’attuale Presidente della Repubblica mancato, si dice a favore del finanziamento pubblico alle scuole paritarie e mette la sua voce in quella che ha tutti i crismi per essere definita una battaglia politica vecchio stile. Del resto, anche la cornice, cioè la città di Bologna, sembra il luogo ideale di un ritorno al passato nella contesa politica in un contesto nazionale comunque difficilissimo (leggi anche: L’industria in Italia).

La mozione di ineleggibilità di Berlusconi

Nuova grana per il nuovo governo di unità nazionale del presidente del Consiglio Enrico Letta. A conti fatti si tratta di qualcosa forse di più grave rispetto ai normali contrasti propri delle dinamiche di un governo che poggia su un consenso così ampio e trasversale. Insomma, questa volta, non sembra che ci si trovi di fronte a uno di quelli che lo stesso ministro degli Interni Angelino Alfano ha bollato qualche giorno fa come dei normalissimi incidenti di percorso da mettere in calendario con una squadra di governo di tal tipo (leggi: Alfano sul governo Letta). Questa volta si parla dell’ineleggibilità di Berlusconi.

Il ministro Giovannini sulla disoccupazione giovanile

Il governo di unità nazionale del presidente del Consiglio Enrico Letta inizia a fare i conti con decisione con il problema della disoccupazione e, ancor di più della mancanza di lavoro per i giovani. Nelle ultime ore sono arrivate prima la conferma degli intenti programmatici proprio attraverso le parole del premier Letta e poi, in un secondo momento, il lavoro concreto del nuovo ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Momenti differenti che vogliono però muovere nella stessa direzione, vale a dire portare a casa risultati concreti nella lotta alla disoccupazione.

L’industria in Italia

L’andamento dell’economia del nostro Paese è ormai in una spirale negativa da molti mesi, anzi, a questo punto, allo stato delle cose, possiamo dire da anni. E se volessimo provare a individuare quei settori che non risentono della crisi, o meglio, questi comparti dell’economia nazionale che appaiono leggermente più impermeabili alle conseguenze della fase recessiva in cui ci troviamo, faremmo fatica a contarli sulle dita anche di una sola mano. Ebbene, il settore industriale, a questo punto, non può che inserirsi nel solco delle predite.

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