La riforma fiscale 2012 del Governo Monti, secondo le dichiarazioni rilasciate in mattinata dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri nonché ministro dell’Economia e delle Finanze, riguarderebbe l’approvazione, entro il 2014, di una serie di provvedimenti tesi a modificare, completamente nonché definitivamente, la fiscalità italiana.
La creazione di una vera e propria task-force anti-evasione sarebbe l’idea che in queste ore, complici le dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri nonché ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti, starebbe circolando tra i rappresentati delle più importanti istituzioni italiane.
“Quello che è certo è che la sostanziale impunità di chi uccide sotto l’effetto dell’alcol o droghe non può essere tollerata. È inaccettabile socialmente che chi uccide poi ritorni a casa”
Farmacie, taxi, tesoreria unica. Questi i nodi, quanto mai intricati, che il Governo Monti dovrà riuscire a sciogliere, entro la giornata odierna, in merito al decreto liberalizzazioni che, ormai da un mese, starebbe letteralmente catalizzando l’attenzione pubblica.
L’ex Governo Berlusconi, coadiuvato dalla celerissima opera di conteggio e revisione del Governo Monti e di Filippo Patroni Griffi, attuale responsabile del Dipartimento per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, in particolare, avrebbe fatto le cose davvero per bene.
Non più, dunque, blocco dei turn-over, inutili ed ingiustificati prepensionamenti, trasferimenti o scontate riduzioni degli organici.
La notizia che gli stipendi italiani siano più bassi di quelli greci avrebbe rapidamente fatto il giro della Penisola e, sebbene informalmente incorretti (poiché i dati diffusi negli scorsi giorni dall’Eurostat si riferirebbero, come avrebbero già in giornata precisato i principali quotidiani nazionali, ai salari al lordo delle tasse) avrebbe lasciato letteralmente sconvolti sia i cittadini che le forze sociali.
Stando a quanto recentemente dichiarato dall’Eurostat (l’istituto di statistica ufficiale dell’Unione Europea), i problemi italiani, relativamente al mondo del lavoro, non riguarderebbero solamente la disoccupazione piuttosto che la sottooccupazione, bensì anche i salari di quanti, un lavoro, l’avrebbero già conquistato.
La giornata politica odierna sarebbe stata segnata, come moltissimi cittadini sicuramente sapranno, dalla pronuncia della sentenza del processo, cosiddetto Mills, che avrebbe visto l’ex Premier Silvio Berlusconi imputato di corruzione ai danni di un testimone, l’avvocato inglese David Mills appunto, di un proprio precedente procedimento penale.
Dopo i rincari di ieri, decisi nel tardo pomeriggio da ENI (Ente Nazionale Idrocarburi), la principale azienda italiana nel settore del petrolio, della petrolchimica e del gas naturale, è atteso per oggi l’adeguamento dei listini delle principali compagnie petrolifere nazionali ed internazionali.
Fiat S.p.A., dopo aver definitivamente abbandonato lo stabilimento siciliano di Termini Imerese, potrebbe dover chiudere, stando alle indiscrezioni lasciate trapelare dall’amministratore delegato del gruppo industriale torinese Sergio Marchionne, addirittura due degli attuali 5 siti di produzione (Mirafiori, Cassino, Atessa, Melfi e Pomigliano).
Quasi 130.000 euro lordi di retribuzione annua, tra stipendio percepito in quanto consigliere di amministrazione della Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A. ed extra bonus incassato in quanto membro di uno specifico comitato editoriale interno al CdA della televisione pubblica più importante d’Italia, dovrebbero essere sembrati di gran lunga insufficienti a Gugliemo Rositani se fosse vero, come in effetti lo sarebbe, che il dirigente RAI avrebbe speso, per scopi prettamente personali, quasi 4.000 dei 10.000 euro messi a disposizione dall’Azienda per le spese di rappresentanza.
Il maxiemendamento al decreto liberalizzazioni del quale vi parlammo, se ricordate, solamente pochi giorni fa, avrebbe finalmente visto la luce e sarebbe stato presentato al governo del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti affinché venisse approvato piuttosto che respinto.
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