Berlusconi contestato nelle celebrazioni per l’Unità d’Italia

Ieri, a margine delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, Berlusconi è stato contestato, a partire dal Museo della Repubblica Romana al Gianicolo. All’uscita, il presidente del consiglio è stato accolto da fischi e cori, dopo che invece il pubblico aveva salutato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Invece all’Altare della Patria Berlusconi era stato accolto da una piccola folla, occasione che il premier ha sfruttato per dire “Vado avanti, rimango per difendermi“, e “Vado avanti, certo. Non lascio il paese in mano ai comunisti“.

Processo breve eliminata norma pro Berlusconi

È stato depositato ieri dal relatore del progetto di legge sul processo breve in Commissione Giustizia della Camera un emendamento che sopprime la norma transitoria del testo che applicava le nuove norme anche ai processi già in corso.

Nello specifico ovviamente si parla dei processi che vedono coinvolto il premier Silvio Berlusoni, ai quali “sarà presente”, come detto sempre ieri dal legale e parlamentare Pdl Niccolò Ghedini.

Berlusconi: “Pm cittadini come gli altri”

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenuto telefonicamente ad una convention del Pdl a Torino a sostegno del candidato sindaco Michele Coppola, ha detto che l’autonomia dell’azione penale secondo la legge significa solo che anche i pm sono cittadini come gli altri e devono rispettare le norme e le priorità che sono indicate dal Parlamento.

Berlusconi ha dichiarato che la responsabilità civile dei magistrati se sbagliano è quella che devono pagare, perché questo è il minimo richiesto in uno stato di diritto.

Berlusconi non è preoccupato per il caso Ruby

Sono arrivate le prime dichiarazioni di Silvio Berlusconi dopo il rinvio a giudizio per concussione e prostituzione minorile nel caso Ruby disposto dal giudice per le indagini preliminari di Milano.

Il premier, intervenuto nel corso della conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi insieme a Tremonti per presentare una serie di iniziative in tema di economia ha detto di non essere per nulla preoccupato di quello che sta succedendo.

Caso Ruby, l’ordinanza del gip

È stato reso noto il decreto che dispone il giudizio immediato (il 6 aprile prossimo) nei confronti di Berlusconi, nel quale si legge per esempio che la telefonata in Questura di Silvio Berlusconi nella notte tra il 27 ed il 28 maggio 2010, per ottenere il rilascio di Ruby fu un “indebito intervento” sui funzionari di polizia.

Il gip di Milano Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per il presidente del Consiglio, presentando il decreto, ed accusando il premier di concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby.

Berlusconi: mobilitazione delle donne faziosa

Silvio Berlusconi, intervenuto a “La telefonata” di Maurizio Belpietro su Canale 5, attacca la manifestazione delle donne scese in piazza per chiedere le sue dimissioni in oltre un milione in tutto il mondo dopo il caso Ruby, definendo la mobilitazione come faziosa e vergognosa.

Il premier ha anche dichiarato che le dimissioni sono una proposta irricevibile, in quanto non è stato tradito il mandato elettorale e nemmeno le riforme.

In piazza con le donne per la dignità, oltre un milione nel mondo

Ieri donne e uomini sono scesi in piazza in tutta Italia, ma anche in diverse città all’estero, per la dignità,con manifestazioni per chiedere più rispetto per libertà e i diritti delle donne, senza alcun richiamo ai diversi partiti o sindacati, ma con la richiesta delle dimissioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Sono state ben 230 le città italiane dove si è manifestato in piazza, a partire dalla capitale. A Roma secondo gli organizzatori erano presenti addirittura 500mila persone, che si sono radunate con lo slogan “tempo di esserci tutte e tutti, vogliamo un Paese che rispetti le donne“.

Berlusconi propone nuovo decreto intercettazioni

Dopo aver riportato d’attualità il processo breve, ora torna l’idea di un decreto legge per limitare l’uso delle intercettazioni da parte della magistratura.

L’idea ovviamente è venuta in mente a Silvio Berlusconi durante l’ufficio di presidenza del Pdl. Per cercare di mettere da parte le difficoltà giudiziarie legate alla sua persona, il premier nel corso della riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl svoltasi ieri a Palazzo Grazioli ha proposto questo decreto.

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