Renzi sulla paralisi del Paese

Di nuovo Matteo Renzi alla ribalta. Dal punto di vista formale a parlare è il sindaco di Firenze, il primo cittadino del capoluogo toscano uscito sconfitto dalle primarie interne al Partito Democratico per mano di Pierluigi Bersani. Eppure, in più di un’occasione, il nome di Renzi è stato riproposto per far guadagnare qualche punto di consenso al Partito Democratico durante queste settimane di paralisi istituzionale (è passato ben più di un mese ormai dalle elezioni del 24 e del 25 febbraio). Nella fattispecie il messaggio di Matteo Renzi è molto semplice: si tratta di un invito rivolto a tutta la classe politica italiana a risolvere quanto prima la paralisi post elettorale.

I saggi: dieci giorni di tempo

 

La nuova fase della politica italiana ha avuto inizio oggi. A conti fatti i toni da svolta epocale mancano perché da un lato non c’è voglia di calare un alone di novità ad una soluzione che rimane pur sempre una soluzione emergenziale, e, dall’altro, perché parlare di svolta epocale con una serie di saggi e di nomi che, di fatto, entrano ed escono dal mondo della politica da più di uno o due decenni non avrebbe molto senso. Fatto sta che l’extrema ratio proposta nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica, quella de I saggi di Napolitano, ha preso il largo nella giornata di oggi.

M5S contro i saggi di Napolitano

La scelta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di nominare due gruppi di saggi è una scelta sui generis. Si tratta di una forzatura, o meglio di un precedente quasi unico nel suo genere in quanto si tratta di un’ennesima fase di consultazioni, ma portate vanti in modo assolutamente irrituale. A conti fatti, questa volta, nel nostro Paese, dopo le consultazioni del Capo dello Stato, dopo le consultazioni del Presidente del Consiglio che ha ricevuto l’incarico, adesso, le consultazioni saranno condotte da una decina di tecnici. Anche se formalmente non si tratterà di consultazioni ma di trattative punti di convergenza su cui i differenti partiti si diranno d’accordo a formare un governo di scopo.

I saggi di Napolitano

 

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha provato a tirare il cilindro fuori dal cappello, come si è soliti dire in queste occasioni. Il Capo dello Stato, sia nelle dichiarazioni pubbliche che nelle sempre affidabili voci di corridoio che trapelano dal Quirinale, appare realmente preoccupato e guarda a questi giorni come ad uno dei periodi più difficili che la storia dell’Italia repubblicana ricorderà nei prossimi decenni. Di qui una vera e propria forzatura, una trovata del tutto nuovo e senza precedenti di sorta: una sorta di consiglio di saggi in grado di continuare le consultazioni, anche in seguito allo Scontro Grillo – Bersani dopo le consultazioni.

Consultazioni: il governo di Berlusconi

Governo di coalizione. Questa l’idea di Silvio Berlusconi e della coalizione di centrodestra in merito alle consultazione avviate, per la seconda volta dopo l’esito infruttuoso del primo round, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il governissimo dunque, come risposta alla paralisi istituzionale in cui il nostro Paese si è venuto a trovare subito dopo le elezioni politiche del 24 e del 25 febbraio (leggi: Dal M5S nessuna fiducia a Bersani). A dire il vero, il cavaliere e i più alti rappresentanti dei partiti della sua coalizione non si sono spostati di una virgola,vale a dire che hanno ribadito il concetto già espresso durante la prima fase delle consultazioni.

Scontro Grillo – Bersani dopo le consultazioni

Il primo round Bersani l’ha perso. O meglio, è difficile dire se l’abbia perso esclusivamente il leader del Partito Democratico e la sua coalizione oppure, in un certo qual modo, l’abbiano perso tutte le forze politiche. A conti fatti è da un mese o poco più, vale a dire da quando i risultati elettorali sono stati resi pubblici, che si fa un gran parlare di Paese spaccato, di paralisi istituzionale e che si cerca di declinare in tutti i modi il concetto di ineleggibilità. Ulteriore riprova l’esito negativo de Le consultazioni di Bersani.

Dal M5S Nessuna fiducia a Bersani

 Oggi si è svolta la consultazione, tra Pierluigi Bersani e Movimento cinque stelle rappresentato da Roberta Lombardi e Vito Crimi rispettivamente capogruppo cinque stelle alla Camera e al Senato. Per la prima volta il tutto si è svolto in diretta streaming. L’incontro è durato poco più di trenta minuti dove sia Bersani che i cinque stelle hanno espresso le loro posizioni distanti. Bersani ha chiesto ovvimente la fiducia ad un suo incarico e un governo che focalizzasse la sua attenzione sugl’otto punti elencati in queste settemane, per la maggiore molto affini al programma dei grillini.

Battiato licenziato da Assessore

Costa cara, anzi carissima, a Franco Battiato la sua uscita colorita ed offensiva di lunedì scorso. Oggi, infatti, il governatore della Sicilia Rosario Crocetta (leggi: L’abolizione delle Province in Sicilia) gli ha comunicato la revoca unilaterale del mandato di assessore, in altre parole gli ha presentato il conto nel modo più netto e deciso che aveva a disposizione: il licenziamento in tronco. A conti fatti il cantautore siciliano rivestiva dal punto di vista politico l’incarico di assessore regionale al Turismo ed è in questa veste che lunedì scorso aveva preso la parola a Bruxelles.

Le difficoltà di Bersani e il ruolo di Renzi

I problemi per il leader del Partito Democratico Pierluigi Bersani non si sono esauriti di certo quando ha ottenuto l’incarico dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A dire il vero, potremmo che i suoi problemi, se non aumentati, si sono per lo meno resi più pubblici in quanto ormai è lo stesso Bersani che dovrà salire al Quirinale giovedì prossimo. E’ in pratica dall’inizio de Le consultazioni di Bersani che, con una metafora a lui tanto cara soprattutto durante le fasi più calde della scorsa campagna elettorale, è rimasto con il cerino in mano.

Il salvataggio di Cipro

Una soluzione formale per la crisi di Cipro c’è. Nella tarda serata di ieri è stato raggiunto un accordo per sbloccare una prima ondata di aiuti e per cercare di evitare il fallimento dell’isola. Un fallimento che sarebbe stato sinonimo di bancarotta per l’intero Stato e avrebbe rappresentato un precedente degno di nota: Cipro sarebbe stato il primo Stato ad uscire dall’euro. Si tratta di un accordo sanguinoso per la condizione delle finanze dell’isola e per moltissimi risparmiatori privati di Cipro, ma, a quanto pare, si è trattato comunque della soluzione meno dolorosa.

Pdl a Piazza del Popolo figuranti pagati 10 euro

 Ieri, a Roma presso Piazza Del Popolo si è svolta la mega manifestazione del PDL per sostenere il suo leader Silvio Berlusconi “perseguitato” dalla magistratura “politicizzata” e allo stesso tempo mostrare i muscoli a tutte le altre forze politiche nazionale. Il PDL ha voluto così reagire anche alle accuse di “impresentabilità” rivolte ad Angelino Alfano da parte di Lucia Annunziata durante la puntata di domenica scorsa di In mezz’ora.

Le consultazioni di Bersani

Il leader del Partito Democratico Pierluigi Bersani è il presidente del Consiglio (leggi: Napolitano, incarico a Bersani). A conti fatti lo è già in modo ufficiale anche se per adesso ha solo ricevuto l’incarico dalle mani del Capo dello Stato. La prassi costituzionale ci spiega che questi sono i giorni in cui il candidato che ha ricevuto l’incarico dal Presidente della Repubblica si dedica alla formazione della lista dei ministri. E, finite le sue consultazioni, andrà in aula con la propria lista dei ministri e il discorso inaugurale sul programma di governo per incassare la fiducia di Camera e Senato.

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