
Montezemolo invoca un piano comune per la crescita





Secondo i dati diffusi grazie all’ultimo Global Economic Outlook, infatti, il PIL dell’Italia, nel 2012, crescerà soltanto dello 0,2% e non già dell’1% così come previsto dal precedente rapporto diffuso da Fitch.


Verrebbe da chiedersi, allora, perché mai Moody’s si stia apprestando a giudicare, in maniera nettamente negativa, il nostro Paese.

Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori dell’istituto sono davvero sorprendenti.

Il 17 giugno 2011, infatti, è cominciata la revisione del rating dell’Italia e, considerando un periodo medio di 90 giorni per completare la valutazione, e salvo imprevisti, oggi dovrebbe essere la giornata buona.
Buona si fa per dire poiché, a detta di moltissimi analisti, un downgrade del Bel Paese non è soltanto possibile, come 3 mesi fa, ma addirittura scontato.

L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre ha calcolato quanto potrebbe costare, ad ogni famiglia italiana, l’aumento dell’IVA di un punto percentuale relativo all’aliquota più alta.

I risultati, purtroppo, sono tutt’altri che confortanti. Vediamoli insieme.


Peccato, però, che non vi siano, nella maniera più assoluta, i fondi necessari affinché ogni istituto italiano, circa 10.000, possa avere l’autonomia scolastica stabilita, per legge, nel 1997 e che garantisce, sin dal 2001 (anno di attuazione del provvedimento) ad ogni realtà di modificare il POF (Piano Offerta Formativa) in base alle esigenze degli studenti.