Come cambia l’IVA in Italia

La manovra finanziaria 2011, almeno secondo i senatori della Repubblica italiana che hanno approvato il testo del decreto legge 13 agosto 2011 n° 188, è ormai legge. Certamente, affinché il provvedimento diventi esecutivo bisognerà aspettare anche l’ok della Camera dei Deputati ma si può ben pensare che, visto quanto successo sino ad oggi (stiamo parlando delle numerosissime modifiche alla manovra finanziaria), in particolar modo vista l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del nuovo testo della finanziaria 2011-2014 dopo l’inizio delle discussioni in merito alla questione al Senato della Repubblica, si procederà con voto di fiducia anche tra gli onorevoli deputati del Bel Paese.

Costo della manovra finanziaria

La manovra finanziaria 2011, il decreto legge 13 agosto 2011 n° 188, è stato approvato ieri dal Senato della Repubblica con voto di fiducia così come stabilito dal Consiglio dei Ministri di mercoledì pomeriggio.

Oggi, invece, il Parlamento si è riunito per discutere in merito ad alcune questioni che sarebbero stata lasciate volutamente fuori dalla manovra affinché costituiscano il nucleo di ulteriori riforme strutturali. Stiamo parlando, ovviamente, delle leggi costituzionali sull’abolizione, completa, delle province (le cui competenze passerebbero alle regioni) e sul dimezzamento del numero di deputati e senatori.

Come che sia, comunque, la manovra finanziaria costa (e costerà ancora di più una volta entrata a regime) e peserà, indistintamente, su ogni famiglia italiana. Dell’argomento, come ricorderete, avevamo già parlato qualche tempo fa, ribadendo come la manovra fosse una stangata da 1.500 euro a famiglia.

Oggi, invece, vediamo punto per punto quali capitoli di spesa aumenteranno più degli altri, perché subiranno questa crescita e quali dovrebbero essere le misure più efficaci per affrontare il peso della manovra.

Testo del decreto legge 13 agosto 2011 n° 138 ed emendamento al disegno di legge di conversione

La tanto discussa e bistrattata manovra finanziaria 2011 avrebbe completato, finalmente, la prima parte del proprio iter legislativo essendo stata approvata, con voto di fiducia, dal Senato della Repubblica in data 7 settembre 2011.

La decisione di porre la fiducia sulla questione delle modifiche alla manovra finanziaria 2011 si è resa necessaria, secondo i portavoce della maggioranza, poiché ieri pomeriggio (6 settembre 2011) il Consiglio dei Ministri al completo avrebbe approvato, in tutta fretta e a discussione cominciata, un maxi-emendamento che avrebbe, ancora una volta, sconvolto il testo della finanziaria 2011-2014.

Per cercare di fare chiarezza noi di Politikos pubblichiamo, dopo il salto, sia il testo del decreto legge originario, così come promulgato in data 13 agosto 2011, sia l’emendamento al disegno di legge di conversione approvato nel tardo pomeriggio di ieri.

Silvio Berlusconi dichiara che la manovra è un pasticcio

Meno di 96 ore. Tanto è bastato, al Premier Silvio Berlusconi, per screditare la manovra finanziaria 2011 approvata lunedì scorso. Il nuovo testo della finanziaria 2011-2014, sebbene sia stato riscritto proprio grazie al suo lavoro (i contributi più importanti del premier sono la cancellazione, tramite apposita riforma costituzionale, delle province e della metà dei Parlamentari e l’abolizione della super-IRPEF sui detentori di patrimoni eccedenti i 90.000 euro), a causa delle modifiche occorse in questi ultimissimi giorni, non piacerebbe più al Premier che vorrebbe lavarsene le mani demandando la soluzione del pasticcio a Giulio Tremonti (che avrebbe disertato il CdM previsto per oggi pur di lavorare ai cambiamenti voluti da Berlusconi), Roberto Calderoli e Maurizio Sacconi.

Salta la mini-stretta sulle pensioni

Il nuovo testo della finanziaria 2011/2014 sarebbe già stato, ulteriormente, modificato.

La cosiddetta mini-stretta sulle pensioni, la norma che non avrebbe più consentito, sin dal 1° gennaio 2012, di poter riscattare gli anni di laurea o di militare per poter andare in pensione prima del tempo (fermo restando la possibilità di farlo per incrementare l’importo dell’assegno pensionistico) e che avrebbe portato nelle casse dello Stato circa 1,5 miliardi di euro entro il 2014 (circa 110.000 persone coinvolte ogni anno), sarebbe già saltata.

BankItalia commenta la manovra finanziaria 2011

Il nuovo testo della finanziaria 2011-2014, elaborato nell’ormai storico incontro di Arcore di lunedì 29 agosto 2011, è stato immediatamente commentato, non appena divulgato, dal vice governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che, nel corso di un audizione in commissione bilancio del Senato, non dimenticato di ribadire le proprie perplessità su una manovra che rischia di non ottenere gli effetti desiderati poiché il governo, nella sua frettolosa approvazione del 12 agosto 2011, non avrebbe tenuto conto delle ultimissime stime degli economisti secondo i quali il PIL italiano crescerà meno dell’1%.

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