Minacce a Monti del Movimento Armati Proletari

Le tensioni e le critiche che in Parlamento, soprattutto ad opera della Lega Nord, stanno accompagnando in questi giorni l’iter di approvazione della manovra salva-Italia proposta dal Governo Monti, hanno pian piano travalicato i confini della decenza e delle sedi istituzionali e dalle parole, purtroppo, si è passati ai tragici fatti di cui oggi parliamo.

Nella tarda serata di ieri, infatti, presso il centro di smistamento meccanografico delle Poste Italiane di Lamezia Terme sarebbero state intercettate numerosissime buste sigillate contenti proiettili dei più vari calibri e lettere minatorie.

Modifiche alla manovra salva-Italia

Oggi alle 10, come ormai ampiamente risaputo, la manovra salva-Italia, che in questi giorni ha ottenuto il via libera dal Consiglio dei Ministri che, in merito alla sua approvazione presso le Camere, ha dato disposizioni in merito alla possibilità che si potesse procedere con voto di fiducia, nonché dalla Commissione Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati, approderà, affinché possa finalmente divenire pienamente operativa, alla Camera dei Deputati.

Naturalmente, sin dalla sua approvazione da parte del Governo Monti in data 4 dicembre 2011, la manovra ha subito epurazioni, migliorie, modifiche che, per certi versi, la rendono sostanzialmente differente nonché rispondente alle forze istituzionali quali, appunto, la Commissione Bilancio, e le forze sociali, quali i sindacati, che, pur non soddisfatte al 100% dovranno, per cosi dire, accontentarsi di una serie di provvedimenti che, lo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti ha oggi definiti più equi e corretti rispetto alla prima stesura.

Possibili emendamenti manovra Monti

Il dibattito tra governo e maggioranza in merito alle modifiche alla manovra Monti Salva Italia è stato affrontato ieri, mentre per oggi è atteso il via libera al testo che passerà domani in aula.

Tra le possibili modifiche figura il limite posto all’indicizzazione delle pensioni e che ora riguarda solo gli assegni non superiori a 936 euro. Le possibili modifiche sono due, in particolare la prima consisterebbe in un innalzamento del limite a 1.400 euro con una indicizzazione parziale per gli assegni compresi tra 936 a 1.400 euro, mentre la seconda prevederebbe un nuovo limite con rivalutazione al 100% a 1.170 euro.

Slitta il taglio delle indennità parlamentari

La manovra finanziaria 2011, elaborata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti ed approvata dal quarto Governo Berlusconi a luglio 2011, aveva stabilito come i parlamentari italiani dovessero subire una riduzione dell’indennità così che venisse equiparata ai livelli medi delle democrazie europee.

Aveva altresì stabilito, naturalmente, l’istituzione di una specifica commissione, guidata dal presidente dell’ISTAT Enrico Giovannini che stabilisse a quanto avrebbe dovuto ammontare la nuova indennità parlamentare italiana dopo attenta revisione delle indennità parlamentari europee.

Si precisava, però, come il governo avrebbe potuto emanare un provvedimento d’urgenza per l’adeguamento delle indennità qualora il lavoro della succitata commissione di revisione si sarebbe protratto oltre il 31 dicembre 2011.

Cardinal Bagnasco conferma la possibilità che la Chiesa possa pagare l’IMU

La reintroduzione dell’Imposta Comunale sugli Immobili, adesso rinominata IMU nella manovra salva-Italia, ha scatenato i dissapori di molti italiani nei confronti della Chiesa Cattolica che, come risaputo, non ha mai pagato l’ICI sui propri immobili.

La questione, come universalmente risaputo, è stata affrontata da più punti di vista e, tra discorsi di equità sociale ed antiche remore anticlericali, non si è mai completamente risolta e, dunque, si è rimasti e si rimarrà, ancora per moltissimo tempo, in una situazione di stallo.

Capitali scudati manovra salva-Italia

La manovra economica salva-Italia intende, innanzitutto, cercare di recuperare quanto più capitale possibile, attraverso l’introduzione o la reintroduzione di nuove e vecchie tasse, così da aumentare rapidamente il PIL e, dunque, giungere al pareggio di bilancio entro i tempi prestabiliti.

Abbiamo visto, in sintesi, come ciò sarà possibile grazie all’introduzione di una nuova tassa sul lusso che, in maniera decisamente molto efficiente, andrà a colpire i beni di lusso per eccellenza quali automobili, imbarcazioni ed aeromobili privati.

Tassa sul lusso manovra salva-Italia

Ciò che alla manovra salva-Italia varata dal Governo Monti non si può oggi ne si potrà mai rimproverare è l’idea che, in situazioni quale quella attuale, dovranno contribuire, molto più di altri, sia i politici che i ricchi, ovverosia colori i quali sono da considerare privilegiati (abbiamo già avuto modo di analizzare i privilegi dei politici italiani) o possessori di beni di lusso.

Certamente non sarà molto, purtroppo, e il grosso del prelievo fiscali peserà, comunque la si voglia vedere, sui comuni lavoratori italiani. È però indubbiamente confortante osservare come, per la prima volta nella storia della democrazia moderna ed occidentale, un Presidente del Consiglio dei Ministri abbia volontariamente rinunciato alla propria retribuzione.

IMU manovra salva-Italia

Uno dei provvedimenti più sostanziosi contenuti nella manovra salva-Italia, il maxi decreto che rivoluzionerà, da cima a fondo, il nostro modo di vivere e di spendere, costringendoci, in un certo senso, a divenire più accorti giacché, in quanto nazione, non ci è più concesso, innanzitutto dai conti pubblici e poi dall’Europa, il lusso dello spreco o dei ritardi, dovendo noi tutti agire nel migliore dei modi possibili, anche grazie a sacrifici ritenuti impensabili, contribuire alla ripresa economica e all’uscita dell’Italia dalla crisi da debito sovrano in cui si trova invischiata a causa del quasi fallimento delle banche dovuto allo scoppio della bolla immobiliare statunitense, è quello riguardante l’introduzione, sulla prima casa, dell’ICI, ovverosia dell’Imposta Comunale sugli Immobili dal Governo Monti ridefinita, nel nome ma non nei contenuti, quale IMU, ovvero Imposta Municipale Unica.

Detrazione 36 manovra salva-Italia

La manovra salva-Italia, recentemente approvata dal Governo Monti, è stata definita una manovra amara per la cui realizzazione, purtroppo, si è chiesto e si richiederà, ancora per lunghissimo tempo, il sacrificio di ogni cittadino di qualsiasi fascia sociale, qualunque sia il reddito a sua disposizione.

Diventeremo, insomma, tutti un po’ più poveri (i primi dati ISTAT affermano come, dal 2012, ogni famiglia italiana sosterrà una spesa per la manovra equivalente a circa 700 euro annui), andremo in pensione più tardi, senza poter godere della pensione di anzianità contributiva e con un assegno mensile decisamente meno corposo di quanto avvenga oggi, subiremo, sul lungo periodo, un prelievo fiscale, soprattutto a causa di una maggiore IVA e alla reintroduzione dell’ICI, imponente.

Infrastrutture manovra salva-Italia

Ci stiamo occupando, proprio in questi giorni, della tanto attesa nonché imponente manovra salva-Italia, recentemente approvata dal Governo Monti, grazie alla quale, dovessero conseguirsi gli obiettivi con essa prefissatisi, l’Italia dovrebbe tornare a crescere economicamente.

La ripresa economica, che il nostro Paese, purtroppo, non conosce ormai da troppo tempo, tanto che il PIL, negli ultimi anni, è rimasto pressoché invariato, è di fondamentale importanza affinché si possa affrontare, nel migliore dei modi possibili, la crisi da debito sovrano che, attualmente, rappresenta uno dei principali problemi delle democrazie Occidentali.

Deregulation manovra salva-Italia

La crescita economica, come si può facilmente intuire, è uno dei primari obiettivi dell’Italia che, avendo l’obbligo di tornare grande in Europa e nel mondo, deve liberarsi dalla paludosa recessione in cui, secondo l’OCSE, continuerà lentamente a sprofondare almeno per tutto il 2012.

Le misure destinate al benessere imprenditoriale, dunque,  trovano larga applicazione, grazie al diretto interesse del Ministero dello Sviluppo Economico, presieduto dal banchiere Corrado Passera, all’interno della manovra salva-Italia e, tra di esse in particolare, quelle destinate alla liberalizzazione, altrimenti definita deregolamentazione o, dall’inglese, deregulation, di molti importanti settori economico-commerciali che, grazie all’astuta decisione del ministro, dovrebbero ritrovare slancio, concorrenzialità, innovatività.

Mario Monti annuncia l’approvazione della manovra salva-Italia

Nel tardo pomeriggio di ieri, come ormai molti sapranno, la cosiddetta manovra salva-Italia, definizione coniata dallo stesso Esecutivo il cui scopo, in questo modo, è stato quello di segnalare la distanza dai precedenti governi, emanatori di manovre salva qualcosa ma mai efficaci al 100%, è stata approvata con grande compiacenza sia delle forze istituzionali europee sia dei mercati che stamane, in apertura, hanno decisamente brillato riducendo la distanza tra BTP e Bund.

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