Corte dei Conti boccia riforma fiscale

Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, avrebbe definitivamente bocciato, riferendo oggi sull’argomento presso la commissione Finanza della Camera dei Deputati, il ddl delega al governo per le riforme fiscali e previdenziali che, oltre ad essere impreciso nelle proprie definizioni, è stato giudicato irrealizzabile, poiché eccedente la copertura finanziaria attualmente disponibile, nonché sbagliato, nelle intenzioni date dal legislatore, poiché causerebbe ulteriori rallentamenti alla crescita economica, di cui l’Italia ha un disperato bisogno per il raggiungimento degli ambiziosi target fissati dalla manovra finanziaria 2011, o una vera e propria recessione.

Quando si andrà in pensione

Le riforme che, in queste ultime settimane, hanno interessato le pensioni, stanno preoccupando molti italiani che non sanno più capire quando e, soprattutto con quanto, andranno in pensione. Gli ultimi dati, approssimativi, parlano di età pensionabile spostata anche fino a 70 anni, per alcuni particolari casi e con un ammontare che, secondi alcuni, certo non ripaga di così tanti sforzi e tanta fatica.

Comunque, nell’attesa che la situazione si definisca nella maniera più precisa possibile, cerchiamo di fare ordine nella confusione previdenziale cercando di capire quando e con quale cifra si potrà andare in pensione.

L’Italia ha perso la fiducia

Il tema caldo di questi giorni, che sta scuotendo le piazze, le strade i convegni e qualunque altro luogo nei quale si ritrovino politici ed economisti italiani, è sicuramente quello della grave situazione economico-finanziaria nella quale versa il Bel Paese, incapace, nonostante ne abbia i mezzi, di uscire da una crisi che, venissero accantonati i frazionamenti tipici della politica italiana, potrebbe essersi già risolta grazie all’adozione di misure efficaci, condivisibili e condivise dalla totalità delle istituzioni nonché della popolazione.

FITCH VEDE AL RIBASSO IL PIL ITALIANO

I conti pubblici italiani sono più sicuri di quelli spagnoli

Se si guarda la tabella dell’Fmi, l’Italia è uno dei pochi paesi che ha l’avanzo primario di bilancio pubblico, un elemento che contribuisce alla discesa del nostro debito. Un avanzo primario che continua a crescere. Il ragionamento sulla riduzione del debito pubblico va fatto in questo modo, abbiamo poi la garanzia che ci viene dall’introduzione del vincolo del pareggio del bilancio. Noi siamo sulla strada giusta, non sono numeri nostri ma del Fondo”.

La verità di Valter Lavitola

Valter Lavitola, in collegamento con lo studio del programma televisivo Bersaglio Mobile, condotto da Enrico Mentana su LA 7, avrebbe voluto definitivamente raccontare la propria verità, in diretta nazionale, per venire finalmente scagionato da tutte le accuse che, sin da quando è emerso il suo collegamento con i coniugi Tarantini, colpevoli di aver estorto al Premier Silvio Berlusconi una somma di denaro pari a 500.000 euro (per tacere la propria conoscenza di alcuni fatti scabrosi che avrebbero visto protagonista il primo ministro e alcune discutibili escort), pendono su di lui e lo avrebbero costretto a rifugiarsi in una località sconosciuta del Sud America per sfuggire dall’ordine di custodia cautelare emesso nei suoi confronti il 1 settembre 2011.

Politica fiscale

L’espressione “politica fiscale” identifica, solitamente, tutte quelle leggi, provvedimenti, strumenti, norme e regolamenti che il governo racchiude nelle cosiddette manovre finanziarie o nei documenti di programmazione economica e finanziaria, grazie alle quali uno Stato cerca di gestire, nella maniera più ottimale, il delicato rapporto tra le proprie uscite (come, per esempio, la spesa pubblica per la fornitura di beni e servizi ai cittadini) e le proprie entrate (come, per esempio, tasse, imposte e tributi) così da comporre un bilancio che, piuttosto che essere in disavanzo, sia in pareggio o addirittura in avanzo.

Macroeconomicamente parlando, giacché di provvedimenti in grado di smuovere le variabili macroeconomiche ci stiamo occupando, possiamo affermare che le politiche fiscali di qualunque Stato possono essere di carattere espansivo oppure ancora restrittivo.

Vicenda Milanese – Tremonti

Due pesi e due misure. Questa l’aria che si respira a Montecitorio e dintorni in seguito alla voto di oggi pomeriggio con il quale è stato deciso di non procedere all’arresto di Marco Milanese, ex braccio destro del ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Tutto cominciò, come ricorderete, a causa della casa romana intestata e pagata da Marco Milanese ma sfruttata proprio dal ministro al centro della bufera per le vicende correlate alla manovra finanziaria 2011.

Crescere è la priorità dell’Italia

Considerando la situazione economico-finanziaria europea dal punto di vista di uno dei più efficaci indicatori della politica fiscale di ogni singolo Paese (ovverosia prendendo in considerazione i conti pubblici al netto degli interessi sul debito) l’Italia risulterebbe essere una nazione, con un avanzo pari al 2%, davvero importante, addirittura messa meglio di quella Germania che, in questi ultimi anni, ha dettato i ritmi della ripresa.

Verrebbe da chiedersi, allora, perché mai Moody’s si stia apprestando a giudicare, in maniera nettamente negativa, il nostro Paese.

CRESCITA ECONOMICA ITALIANA FERMA SECONDO CONFINDUSTRIA

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