
Nuova giornata di bufera sulla politica italiana, o meglio su alcuni suoi esponenti e sulle loro dichiarazioni disinvolte. Non che sia nostro interesse stigmatizzare o emettere giudizi di valore su determinati argomenti, fatto sta che la censura morale su alcune delle frasi a effetto che hanno fatto il giro degli organi di stampa – e che come sempre accade ultimamente sono travasate nel mondo dei social scatenando l’ira dei più – è nostro diritto. Diciamo che la scorsa due giorni ha dato ampio adito alle polemiche con le frasi a sfondo razzista di Calderoli e con l’uscita di Bondi sull’Ilva di Taranto.




Scelta Civica alza la voce sul governo Letta. Non si tratta di un attacco frontale ma di un richiamo che il partito fondato poco più di un anno fa dall’allora candidato premier e futuro presidente del Consiglio e leader del governo tecnico Mario Monti ha deciso di esercitare nei confronti dell’attuale presidente del Consiglio Enrico Letta e di tutto il governo di unità nazionale che sta governando il nostro Paese. Alcuni esponenti di rilievo all’interno di Scelta Civica hanno percorso una strada già usata in altri casi da altri uomini politici italiani, vale a dire quella della lettera pubblica.



