Slitta la riforma della scuola, troppa carne sul fuoco di Renzi?

Alla fine di agosto, per il governo Renzi, si tirano le somme e si scopre che tra i tanti impegni presi con gli elettori, ci sono ancora moltissimi ritardi. Tanto fumo con le riforme importanti, quella della scuola e quella della giustizia, ma pochissimo arrosto se si pensa che il primo testo è incompleto e che s’inizierà l’anno scolastico alla vecchia maniera. Il dossier sulla scuola doveva essere oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri ma Matteo Renzi, dopo aver incontrato al Quirinale il presidente Napolitano, ha deciso di far slittare proprio la riforma scolastica privilegiando il nodo Giustizia e i punti più complessi dello Sblocca Italia.

12 punti e tanta incertezza sulla riforma della giustizia

Matteo Renzi, prima che s’iniziasse seriamente a parlare di riforma della giustizia, ha presentato il 30 giugno delle linee guida in 12 punti, insistendo soprattutto sulla responsabilità civile dei magistrati, sul falso in bilancio e sul Csm. Ma per quanto riguarda le intercettazioni?

La riforma della giustizia ha dei tempi, come tutte le proposte che il nuovo premier ha fatto in questi mesi. Il testo della riforma dovrà essere presentato al Consiglio dei Ministri entro il 29 agosto, lasciando spazio alla discussione relativa ai temi più caldi, cioè la responsabilità civile dei magistrati, il falso il bilancio e il Csm. Questi temi sono considerati caldi per il fatto che Renzi deve lottare per differenza di vedute con un fronte molto forte che va da Alfano a Berlusconi.

Per l’Italia a rischio 14 miliardi di euro, fondi UE che non usiamo

L’Eurispes dichiara che nel periodo tra il 2007 e il 2013, il nostro Paese ha ottenuto un’erogazione di fondi UE  pari a 27,91 miliardi di euro ma di questi soldi sono stati usati soltanto 13,5 miliardi. L’Italia adesso rischia grosso perché entro l’anno prossimo deve usare i fondi.

Chiedere i fondi europei e poi non usarli, può costare caro. Lo sa bene l’Italia che nell’arco di sei anni, dal 2007 al 2013, ha ottenuto più di 27 miliardi di euro ma ne ha usati soltanto 13,5. Adesso se non spenderà il soldi entro l’anno prossimo, dovrà pagare una penale corrispondente all’1% del PIL del 2013. L’Italia, per quanto riguarda i contributi al bilancio europeo, ha elargito l’11,8% dei versamenti e si posiziona al quarto posto tra i contribuenti dopo Germania, Francia e Regno Unito.

Conferenza di fine anno con Letta che affronta i temi più importanti

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta parla a tutto campo nella conferenza stampa di fine anno. Il Presidente ha fatto il punto della situazione sul governo e ha parlato di alcune situazione politiche ed economiche del momento.
Letta fa un bilancio del 2013 partendo dal ringraziamento al carabiniere Giangrande e continuando con quella che chiama “la svolta generazionale”, cioè il fatto che molti leader politici che si sono affermati quest’anno hanno un’eta attorno ai quaranta. Una cosa che per Letta non ha precedenti nella storia repubblicana italiana.

L’incontro tra Silvio Berlusconi e i suoi

L’incontro tra Silvio Berlusconi e i membri del PDL è fissato per oggi alle 17.00, e nelle intenzioni della riunione vi è l’organizzazione del nuovo partito nascente voluto dell’ex premier Berlusconi, la nuova Forza Italia. Il segretario Angelino Alfano però non vuole cedere al volere di Berlusconi, e proprio per questo ha ottenuto di parlare anticipatamente al vertice delle 17.00 con Berlusconi a Palazzo Grazioli, per sottolineare, come aveva già fatto nelle settimane precedenti, che non avrebbe ceduto ad una nuova Forza Italia che va contro in maniera ostile al governo Letta.

Silvio Berlusconi ai servizi sociali

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Entri il 15 ottobre, l’oramai ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dovrà depositare l’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali; questo il termine ultimo, altrimenti automaticamente l’ex premier dovrà scontare gli arresti domiciliari. Si occuperà di ciò uno dei suoi tanti avvocati, Franco Coppi.

Iva lo scontro nel Governo Letta tra Pd e Pdl

Dopo lo scontro che vi era stato tra le due principali forze del Governo Letta, Pd e Pdl, sull’Imu, la tensione nel governo sale nuovamente per via di quella che è la questione dell’aumento dell’Iva, aumento in programma dal mese di ottobre 2013.

La lotta all’evasione fiscale

In questi giorni sta diventando effettivo il redditometro di spesa vale a dire il nuovo strumento nelle mani dell’Agenzia delle Entrate per dare la caccia agli evasori fiscali residenti all’interno del nostro Paese. Si tratta di una querelle venuta in cronaca a più riprese su negli ultimi mesi e ripresa ogni volta da quasi tutti gli organi di informazioni. Le ragioni, del resto, sono tante in quanto la rilevanza della lotta all’evasione fiscale è una costante della nostra vita politica ed economica e perché la cronicità dei rapporti degli italiani con il Fisco e di tutte le polemiche ad essa collegata è ormai diventata quasi proverbiale.

Il richiamo di Napolitano

Ieri sera è arrivato un nuovo messaggio del nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A conti fatti si tratta di un messaggio abbastanza asciutto e che non si presta né alla logica della dietrologia né ad un esercizio di interpretazioni molto spinto o sofisticato perché, una volta ancora, il Capo dello Stato ha espresso il suo pensiero senza troppe lungaggini né giri di parole. Ha espulso il politichese di rito dal proprio eloquio e si è indirizzato verso un registro molto diretto e facile comprensione e veloce attecchimento. Del resto si tratta della prima volta che Napolitano prende la parola in seguito alla conferma della condanna in Cassazione per l’ex premier Silvio Berlusconi (leggi anche: La condanna di Berlusconi).

Il Piano Casa

Il governo sta studiando il nuovo piano casa che cerchi di risollevare le sorti del mercato immobiliare che sta vivendo ormai da anni una continua diminuzione del volume di affari. Senza dubbio le ragioni sono tante e sono riconducibili in larga parte alla crisi economica e alle sue conseguenze che il nostro Paese come tanti altri all’interno dell’Eurozona sta vivendo da lungo tempo ormai. Da qui l’intento del governo di unità nazionale presieduto dal Presidente del Consiglio Enrico Letta di studiare un decreto ad hoc per risollevare le sorti del mercato immobiliare nazionale (leggi anche: La riduzione del debito pubblico).

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