
Ma non solo, infatti alla Camera si stanno muovendo i primi passi per il disegno di legge che integra i principi della Convenzione europea sui diritti degli animali.

Ma non solo, infatti alla Camera si stanno muovendo i primi passi per il disegno di legge che integra i principi della Convenzione europea sui diritti degli animali.

Verrebbe da dire che sono i gestori del locale a doverlo fare, invece non è così: infatti il Consiglio di Stato ha stabilito che non sono i titolari di locali pubblici a dover fare applicare il divieto di fumo.

La Corte ha stabilito che questa legge eccedeva la competenza concorrente della Regione in tema di governo del territorio. La sentenza, depositata pochi giorni fa, è il seguito di una questione di legittimità sollevata nell’agosto 2008 dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

Al momento la commussione europea ha chiesto all’Italia un progetto che porti entro 3 anni alla riduzione di almeno 3 punti percentuali del deficit economico nei confronti quindi del PIL. L’Italia ha il rapporto debito/pil più alto d’Europa e questo pesa sensibilmente sulle casse dello Stato.

Sarà infatti considerato illegale il commercio di qualsiasi prodotto ricavato dalla foca, e di tutte le specie di pinnipedi (Phocidae, Otariidae e Odobenidae).
Sarà consentita quindi solo la vendita di prodotti che provengono dalla caccia naturale a questi animali, messa in pratica dalle popolazioni esquimesi residenti in Alaska, Canada, Groenlandia e Russia.

Ma proprio in questo ambito interviene decisa Adiconsum, la quale pretende che non siano solo i consumatori a pagare, sostenendo che chi gestisce un servizio pubblico debba dare il proprio contributo.
Adiconsum fa riferimento alla Finanziaria 2008, nella quale è stato stabilito che le Associazioni Consumatori vanno sentite preventivamente.

E’ così che la Corte d’Appello di Napoli ha proposto giudizio di legittimità dell’art. 443, comma 1, del codice di procedura penale, così come modificato dall’art. 2 della Legge 20 febbraio 2006, n. 46, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento.
Al vaglio della Corte prima e della Consulta poi è passata la norma che “non consente all’imputato di proporre appello contro le sentenze di assoluzione per difetto di imputabilità derivante da vizio totale di mente, emesse a seguito di giudizio abbreviato”.

Ebbene, questo appello non sembra stato essere molto ascoltato infatti è notizia di poche ore fa la decisione da parte del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di aumentare le tariffe aeroportuali, al fine di migliorare le condizioni degli scali italiani.

Il testo preliminare uscito dall’esame in commissione conferma la volontà anche quest’anno di dare vita ad una Finanziaria molto semplificata, ripercorrendo un po’ le orme di quella delle scorso anno, basata solamente su tre semplici articoli.

I datori di lavoro che hanno sfruttato questa possibilità e hanno messo in regola i propri dipendenti pagando un importo fisso di 500 euro entro il 30 settembre, potranno ora versare all’INPS in un’unica soluzione o a rate l’importo dovuto.

La Corte di Appello a sua volta aveva già confermato la sentenza del Tribunale di Lecce, Sezione distaccata di Castrano, che aveva condannato per il reato di truffa il dipendente del Comune di Taurisano.

Adiconsum si è espressa a tal proposito, dicendo che le società aeree potrebbero e dovrebbero contribuire con fondi proprio al miglioramento delle condizioni degli aeroporti.