Legittimo impedimento verso stop, aumentato dubbi Consulta

Ieri ha preso il via l’udienza pubblica sul legittimo impedimento e gli avvocati di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Pietro Longo, hanno fatto valere le loro idee.

Secondo loro la legge sul legittimo impedimento del presidente del Consiglio e dei ministri non deve essere dichiarata incostituzionale.

Come già risaputo, i 15 giudici della Consulta, avendo preso atto delle memorie difensive, daranno il verdetto finale nella giornata di domani.

Come spiegato in particolare dall’avvocato Ghedini, il giudice può sempre valutare, inoltre i tempi dei processi in Italia sono già troppo lunghi, con regolari rinvii di udienze.

Michele Dipace, avvocato dello Stato intervenuto per conto di Palazzo Chigi, difende la legge dicendo che non crea immunità, e sostenendo inoltre che quando l’impedimento è legato all’espletamento di un dovere istituzionale concomitante di premier e ministri il giudice ha il dovere di rinviare la causa programmando un calendario diverso.

Per il momento sarebbero otto i giudici pronti a bocciare la legge, ma cinque vogliono tenerla viva, mentre due sono incerti.

L’ipotesi di una Consulta divisa però non piace, dunque è ancora probabile l’ipotesi di una bocciatura parziale.

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