Leggi ad personam di Silvio Berlusconi

di Gianni Puglisi Commenta

Breve revisione storica di quelle che, nel corso degli anni, sono state definite come leggi ad personam in favore di Berlusconi.

Proprio in questi giorni, complice la decisione del governo di porre la fiducia in merito al cosiddetto processo lungo (grazie al quale gli avvocati difensori di un imputato potranno allungare a dismisura il numero dei testimoni) si è prepotentemente tornato a parlare di leggi ad personam per salvare il Premier Silvio Berlusconi.

Ma cosa sono le leggi ad personam? Perché, nel corso della storia, sono state così grandemente criticate? E quali sono le leggi ad personam fatte promulgare dai vari governi Berlusconi? Proviamo a rispondere.


COSA SONO LE LEGGI AD PERSONAM

La locuzione legge ad personam, dal latino lex ad personam, indica un qualsiasi provvedimento, procedimento, privilegio emanato a titolo personale, dunque non trasmissibile, ereditabile, rinnovabile, di cui può godere solo e soltanto la persona che viene espressamente indicata nel testo di legge.

Può altresì indicare, più estesamente, ogni provvedimento di qualsiasi natura, non soltanto giudiziario-legislativa, volto a favorire una singola persona o un gruppo ristretto di persone.

Al contrario può avere lo scopo di sfavorire o intralciare una singola persona o un gruppo ristretto.

LEGGI AD PERSONAM NELLA STORIA

Questo tipo di procedimento, da molti criticato per il carattere autoritario che assume agendo il legislatore non già in nome della collettività o a favore del bene pubblico, ha assunto notorietà soltanto in tempi recenti.

Il primo uso giornalistico del termine, infatti, risale soltanto all’inverno del 1984 in seguito all’approvazione, il 20 ottobre, del primo dei cosiddetti Decreti Berlusconi, serie di norme, decreti e leggi ideate e proposte dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi tra il 1984 e il 1985, grazie alle quali le reti televisive Fininvest (ovvero Canale 5, Italia 1 e Rete 4) poterono continuare a trasmettere simultaneamente in propri programmi in tutta Italia nonostante questo procedimento (conosciuto come cassettizzazione poiché possibile soltanto previa registrazione su videocassetta dei succitati programmi) era stato espressamente vietato per legge giacché in contrasto con il monopolio delle televisione di Stato in merito alla trasmissione nazionale.

Nonostante questo le leggi ad personam sono note da sempre, e sono state più volte utilizzate da diversi legislatori nel corso della storia.

Si ricorda, a questo proposito, come gli antichi romani furono più che prolissi nel ricorrere a tale strategia politica che, possiamo affermarlo senza tema di smentita, furono loro ad inventare.

La prima legge ad personam di cui si ha traccia, infatti, è la Lex Clodia de capite civis Romani, emanata da Publio Clodio Pulcro apparentemente a favore dei più deboli, poiché stabiliva l’esilio a vita dalla città di Roma a quanti emanassero una sentenza di morte senza concedere all’imputato la provocatio ad popolum (la possibilità d’ogni cittadino romano di ricorrere in appello al popolo dopo una sentenza passata in giudicato in primo grado), ma in realtà emanata per sfavorire Marco Tullio Cicerone, principale avversario politico di Publio Clodio Pulcro, che anni prima aveva condannato a morte Catilina, per la famosa congiura, senza possibilità di provocatio ad popolum.

Il meccanismo, ormai, dovrebbe essere ben chiaro e possiamo quindi passare ad una revisione storica delle principali leggi degli ultimi decenni che, a detta di molti giornalisti, opinionisti, politici di destra e di sinistra, analisti, commentatori, non soltanto italiani, sono state definite come leggi ad personam in favore di Berlusconi.

LEGGI AD PERSONAM PER SILVIO BERLUSCONI

– Legge sulle rogatorie internazionali(L. 367/2001): legge che prevede una seria limitazione alla validità delle prove acquisite all’estero o in uno giurisdizione differente da quella presso la quale si svolge il processo.

– Depenalizzazione del falso in bilancio(L. 61/2002): modificò la definizione del reato di falso in bilancio.

– Legge Cirami (L. 248/2002): la cosiddetta legge sulla presunta imparzialità del giudice

– Lodo Schifani (L. 140/2003): la legge che impediva alle 5 più alte cariche dello Stato di essere sottoposte a giudizio

– Decreto-salva Rete 4 (D.L. 352/2003): la legge che consentì a Rete 4, unica in tutta Italia, di trasmettere in analogico e di non effettuare il passaggio al digitale

– Legge Gasparri (L. 112/2004): la legge in base alla quale un unico individuo ha il permesso di avere in concessione più di un canale televisivo

– Condono edilizio nelle aree protette (L. 308/2004): estensione del famoso e criticato condono edilizio che permise di salvare le abitazioni sorte in aree protette

– Legge ex Cirielli (L. 251/2005): la legge che ridusse drasticamente i tempi della prescrizione

– Legge Pecorella (L. 46/2006): la legge che impedì ai PM di ricorrere in appello in caso di sentenza di proscioglimento passata in giudicato

– Lodo Alfano (L. 124/2008): molto simile al Lodo Schifani e, come la precedente, dichiarata incostituzionale.

PROCESSI BERLUSCONI

Tutti queste leggi, più alcune altre la cui definizione come leggi ad personam è ancora in discussione, sono state emanate, a detta degli esperti, per impedire che Silvio Berlusconi venisse processato o condannato, nel corso di uno dei tanti processi che, in questi anni, lo hanno vista quale protagonista.