licenziamento senza giusta causa: parla il giudice
Pubblicato da: Francesco Di Cataldo
Le differenze fondamentali fra le tre diverse situazioni di tutela del dipendente contro il licenziamento ingiustificato risiedono nelle conseguenze della decisione del giudice che riconosca la fondatezza delle ragioni del lavoratore.
Nell’ipotesi di tutela reale, infatti, il datore è obbligato a reintegrare il dipendente al suo posto di lavoro, con le medesime caratteristiche contrattuali che aveva in precedenza (mansione, stipendio, anzianità ecc.), versandogli inoltre tutti gli stipendi non corrisposti nel periodo del suo licenziamento, con un minimo garantito di cinque mensilità.
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Come il datore di lavoro procede al licenziamento
Pubblicato da: Francesco Di Cataldo
Quali sono le condizioni richieste per cui il datore di lavoro possa procedere al
licenziamento?
Occorre specificare che in caso di tutela reale od obbligatoria, ciascun dipendente può essere licenziato esclusivamente in presenza di giusta causa o di giustificato motivo oggettivo o soggettivo. In caso di tutela antidiscriminatoria, invece, tale requisito non è richiesto, e il licenziamento può avvenire “ad nutum” (ossia, senza giustificazione).
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Licenziamento: legge 604/1966
Pubblicato da: Francesco Di Cataldo
La
legge 604/1966 e l’articolo 18 della legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) hanno fortemente ridotto in Italia la possibilità per qualsiasi datore pubblico o privato di interrompere un rapporto di lavoro subordinato.
Allo stato attuale, esistono nel nostro Paese tre diverse forme di tutela per il lavoratore: la dottrina giuslavoristica, infatti, distingue fra tutela reale, tutela obbligatoria e tutela antidiscriminatoria.
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