Udienza e ricorso licenziamento riforma del lavoro
Pubblicato da: Vito Verna
Dopo aver approfonditamente parlato dei nuovi termini e delle nuove pratiche da adempiere per la presentazione della domanda di impugnazione del licenziamento giudicato illegittimo dal lavoratore appena licenziato, andiamo a vedere le caratteristiche che la riforma del mercato del lavoro, pochi giorni fa entrata ufficialmente in vigore, avrebbe apportato sia all’udienza che alla possibilità di presentare ricorso nei confronti della sentenza del giudice.
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Legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Pubblicato da: Vito Verna
Il licenziamento individuale, se effettuato per giustificato motivo oggettivo, è sempre e comunque valido e, in nessun caso, può invalidato dal giudice che, per l’appunto in nessun caso, può opporsi alle decisioni, specie se di carattere organizzativo, che il datore di lavoro, ed in particolar modo l’imprenditore, prende per migliorare la gestione della propria realtà aziendale.
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Lettera all’Europa in materia di licenziamenti
Pubblicato da: Vito Verna
In questi ultimissimi giorni è stata presentata, dal governo italiano, una lettere d’intenti, rivolta all’intera Unione Europea, grazie alla quale rendere partecipi i Paesi membri della reale situazione di disagio vissuta dall’Italia, dei provvedimenti già adottati per la risoluzione dei più gravi problemi e per quelli che, dovessero rendersi necessari, saranno a breve presentati così da ottenere il plauso ed il sostegno dell’intera zona euro e, dunque, riceverne, ove servissero, anche aiuti finanziari che soprassiedano la speculazione in atto sul mercati mondiali, nel confronti del nostro Paese, a causa della continuo donwgrade cui è stato sottoposto nell’ultimo mese.
► L’ITALIA HA PERSO LA FIDUCIA
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La escort e Fini: partono le denunce
Pubblicato da: Elena Botta
Gianfranco Fini è partito all’attacco a suon di querele e denunce per contestare le notizie false ed infamanti riguardanti un suo coinvolgimento con una prostituta di Reggio Emilia.
L’avvocato
Giuseppe Consolo fa sapere che questo sarà soltanto l’inizio della battaglia in cui si combatterà a suon di querele, in primis contro
Libero e contro
Il Giornale che hanno ripreso la questione della donna dai facili costumi per gettare fango su Fini, ma soprattutto sul Premier
Silvio Berlusconi.
In questa denuncia si chiede che vengano fuori i nomi dei colpevoli e dei mandanti, contestando il reato di diffamazione tramite stampa e quelli ancora più gravi, d’estorsione e cospirazione politica.
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Il lavoratore che non accetta il trasferimento può essere licenziato per motivi disciplinari
Pubblicato da: Alessandro Bombardieri
La
Corte di cassazione con la sentenza n. 7045/10 del 24 marzo, chiarisce un tema molto delicato in tema di
licenziamento.
Viene stabilito che il lavoratore che non vuole trasferirsi presso una nuova sede lavorativa in un’altra città può essere licenziato per motivi disciplinari.
Quindi non c’è nessun licenziamento in tronco senza una preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali di settore, bensì un licenziamento per motivi disciplinari.
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