Detrazione 36 manovra salva-Italia

La manovra salva-Italia, recentemente approvata dal Governo Monti, è stata definita una manovra amara per la cui realizzazione, purtroppo, si è chiesto e si richiederà, ancora per lunghissimo tempo, il sacrificio di ogni cittadino di qualsiasi fascia sociale, qualunque sia il reddito a sua disposizione.

Diventeremo, insomma, tutti un po’ più poveri (i primi dati ISTAT affermano come, dal 2012, ogni famiglia italiana sosterrà una spesa per la manovra equivalente a circa 700 euro annui), andremo in pensione più tardi, senza poter godere della pensione di anzianità contributiva e con un assegno mensile decisamente meno corposo di quanto avvenga oggi, subiremo, sul lungo periodo, un prelievo fiscale, soprattutto a causa di una maggiore IVA e alla reintroduzione dell’ICI, imponente.

Infrastrutture manovra salva-Italia

Ci stiamo occupando, proprio in questi giorni, della tanto attesa nonché imponente manovra salva-Italia, recentemente approvata dal Governo Monti, grazie alla quale, dovessero conseguirsi gli obiettivi con essa prefissatisi, l’Italia dovrebbe tornare a crescere economicamente.

La ripresa economica, che il nostro Paese, purtroppo, non conosce ormai da troppo tempo, tanto che il PIL, negli ultimi anni, è rimasto pressoché invariato, è di fondamentale importanza affinché si possa affrontare, nel migliore dei modi possibili, la crisi da debito sovrano che, attualmente, rappresenta uno dei principali problemi delle democrazie Occidentali.

Deregulation manovra salva-Italia

La crescita economica, come si può facilmente intuire, è uno dei primari obiettivi dell’Italia che, avendo l’obbligo di tornare grande in Europa e nel mondo, deve liberarsi dalla paludosa recessione in cui, secondo l’OCSE, continuerà lentamente a sprofondare almeno per tutto il 2012.

Le misure destinate al benessere imprenditoriale, dunque,  trovano larga applicazione, grazie al diretto interesse del Ministero dello Sviluppo Economico, presieduto dal banchiere Corrado Passera, all’interno della manovra salva-Italia e, tra di esse in particolare, quelle destinate alla liberalizzazione, altrimenti definita deregolamentazione o, dall’inglese, deregulation, di molti importanti settori economico-commerciali che, grazie all’astuta decisione del ministro, dovrebbero ritrovare slancio, concorrenzialità, innovatività.

Mario Monti annuncia l’approvazione della manovra salva-Italia

Nel tardo pomeriggio di ieri, come ormai molti sapranno, la cosiddetta manovra salva-Italia, definizione coniata dallo stesso Esecutivo il cui scopo, in questo modo, è stato quello di segnalare la distanza dai precedenti governi, emanatori di manovre salva qualcosa ma mai efficaci al 100%, è stata approvata con grande compiacenza sia delle forze istituzionali europee sia dei mercati che stamane, in apertura, hanno decisamente brillato riducendo la distanza tra BTP e Bund.

Dettagli manovra economica salva-Italia

La manovra economica cosiddetta salva-Italia, chiesta a gran voce dall’Europa tutta affinché il nostro Paese potesse riconquistare quei fondamentali di fiducia, solidità e stabilità economico-finanziaria del passato, è stata finalmente approvata e, diventando operativa a tutti gli effetti, se ne conoscono, nel dettaglio, tutte le principali caratteristiche.

PROPOSTE CONCRETE PER USCIRE DALLA CRISI

Giorgio Napolitano elogiato a livello internazionale

Giorgio Napolitano, grazie alla perizia, alla discrezione, all’efficacia ed alla semplicità dimostrate in questi difficili anni, doti non consuete grazie alle quali è sempre riuscito a traghettare l’Italia al di là degli scandali che l’hanno coinvolta sin dalla sua investitura quale Presidente della Repubblica, può a ben diritto venir considerato, se non altro per essere sempre riuscito ad essere e sembrare dignitosamente super partes, uno dei migliori politici, uno dei migliori Presidenti che la nostra bistrattata nazione abbia mai conosciuto.

NAPOLITANO INCONTRA I NUOVI ITALIANI

Corruzione in Italia

L’Italia ha sempre sofferto, come molti ben sapranno, di una patologica nonché storicamente radicata debolezza delle proprie istituzioni, incapaci di affrontare, in maniera risolutiva, il gravissimo problema dell’evasione fiscale nonché di non saper rinunciare alla corruzione dei propri uomini e dei propri mezzi.

Oggi, questo cronico difetto tutto italiano, è universalmente noto, certificato dal Corruption Perception Index 2011.

Proposte concrete per uscire dalla crisi

Fra qualche giorno, precisamente venerdì 9 dicembre 2011, si terrà il summit delle nazioni aderenti l’Unione Europea le quali, secondo le indiscrezioni, dovrebbero elaborare le più idonee strategie affinché l’Europa possa, senza traumi a carico di nessuno dei Paesi membri, uscire dalla crisi da debito sovrano efficacemente e velocemente recuperando, ove possibile, quei fondamentali che, a loro tempo, fecero propendere per la creazione di un’Europa unita che potesse conquistare un ruolo di fondamentale importanza nel consesso internazionale ponendosi quale punto di riferimento globale.

MARIO DRAGHI SULLA CRISI DELL’EUROZONA

Calcolo dell’età pensionabile

Il Governo Monti, come largamente anticipato, presenterà, in data lunedì 5 dicembre 2011, il primo pacchetto di misure grazie al quale si spera di dare lo scrollone decisivo alla crisi da debito sovrano nonché alle residue maldicenze nei confronti della capacità di reazione dell’Italia.

Tra i provvedimenti più drastici, sebbene ciò non sia ancora stato confermato ufficialmente, potrebbe esserci l’ennesima riforma al sistema previdenziale italiano che, secondo indiscrezioni, potrebbe subire una stretta decisiva che vada, però, non soltanto in direzione del rigore istituzionale bensì anche dell’equità sociale propugnata, sin dalle primissime ore successive all’insediazione, dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti.

Calcolo della pensione con il sistema contributivo

Il sistema previdenziale italiano, sebbene ciò non sia ancora stato confermato da fonti ufficiali, potrebbe subire, ad opera del Governo Monti, una radicale trasformazione grazie alla quale cercare, almeno in parte, sia di rientrare dei debiti accumulati dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale sia di equiparare le aliquote contributive così che si raggiungano quegli obiettivi di equità sociale che Mario Monti avrebbe fatto cardine del proprio operato.

La confusione su un tema così delicato, dunque, se già in precedenza era molta, non potrebbe che aumentare seguendo le voci che, sempre più frenetiche, annunciano un imminente cambiamento del sistema di calcolo delle pensioni.

Calcolo della pensione con il sistema retributivo

La riforma delle pensioni del Governo Monti, come anticipato in un nostro precedente articolo, verrà discussa nel corso del Consiglio dei Ministri di lunedì 5 dicembre 2011.

Molto probabilmente, sebbene ciò non sia certo al 100%, il sistema di calcolo delle pensioni verrà nuovamente modificato e si arriverà, se le indiscrezioni della vigilia dovessero rivelarsi veritiere, ad un sistema contributivo pro rata.

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