Secondo Giulio Tremonti questa potrebbe essere una delle soluzioni migliori che si possono attuare in questo periodo di forte crisi in Italia e nel mondo. Secondo il responsabile del Ministero di via XX Settembre a Roma, si potrebbe attivare una riduzione dell’aliquota IRPEF per i redditi meno importanti portando a 20% la tassa che allo stato attuale risulta essere al 23%, tutto questo non gratis ovviamente, ma con un aumento di un punto percentuale l’IVA ovvero l’imposta sul valore aggiunto predisposta in maniera uniforme su tutti i prodotti esclusi quelli per la salute come ad esempio le spese mediche.
Redazione
Incentivi per ristrutturazioni edilizie fino al 2012
Silvio Berlusconi ha affermato con fermezza che se riparte l’edilizia, riparte l’intera economia del Paese. Grazie alla legge 191/09, definita come Finanziaria 2010, e prorogata per tutto il 2012, è possibile eseguire ristrutturazioni edilizie ottenendo una detrazione fiscale del 36%.
Sarà possibile inoltre ottenere una detrazione fiscale per tutto il 2011 fino al 55% per tutte quelle ristrutturazioni edilizia che portano ad un risparmio energetico e questo grazie alla legge del 2007 inserita nella legge finanziaria 220/2010.
Il Giappone non rinuncia al Nucleare
Il ministro giapponese Banri Kaieda fa intendere di non apprezzare il risultato referendario ottenuto in Italia e afferma che l’energia nucleare è per il Giappone una risorsa indispensabile. Nonostante il disastro nucleare di Fukushima causato dal violento terremoto e conseguente maremoto, il Giappone conferma l’interesse nei confronti del nucleare come forma di energia. Senza il nuclerare il Giappone non può vivere sottolineando che questa risulta essere un pilastro per l’economia giapponese.
Referendum, affluenza del 41,10% ieri sera
Ormai alla chiusura dei seggi elettorali mancano ancora poco più di due ore e poi inizierà lo spoglio delle schede, ma i dati che sono stati diffusi nella mattinata di oggi dichiarano che a votare sono andati il 41,10% degli italiani e che facilmente il quorum potrebbe essere stato raggiunto.
Secondo le proiezioni fatte dagli esperti del ministero degli Interni rispetto ai dati che sono stati diffusi ieri sera, il quorum sembra essere vicino, in quanto per raggiungerlo mancherebbero i voti di poco più di cinque milioni di italiani (senza contare il voto degli italiani all’estero).
Non ci saranno però più altre rilevazioni dei dati fino alla chiusura dei seggi ma Roberto Maroni, ministro degli Interni, ha pronosticato un esito positivo per l’affluenza ai seggi anche di questa lunga mattinata.
Secondo le proiezioni fatte dagli esperti del ministero degli Interni rispetto ai dati che sono stati diffusi ieri sera, il quorum sembra essere vicino, in quanto per raggiungerlo mancherebbero i voti di poco più di cinque milioni di italiani (senza contare il voto degli italiani all’estero).
Non ci saranno però più altre rilevazioni dei dati fino alla chiusura dei seggi ma Roberto Maroni, ministro degli Interni, ha pronosticato un esito positivo per l’affluenza ai seggi anche di questa lunga mattinata.
The Economist contro Berlusconi atto II
Ritorniamo ancora a parlare dell’articolo apparso sull’Economist di oggi, in cui si fa un’analisi molto schietta di quello che è il governo Berlusconi e di ciò che ha fatto in concreto per il nostro paese.
“The man who screwed an entire country”, ossia “l’uomo che ha fregato un intero paese” è il titolo dell’articolo che è il seguito ideale di quello intitolato “Unfit to lead Italy“, in cui già sette anni fa il settimanale inglese analizzava il perchè Berlusconi fosse inadatto a governare l’Italia.
Lo speciale di quattordici pagine spiega in modo dettagliato i motivi per il quale Berlusconi non è stato in grado di guidare il nostro paese fuori dalla crisi, in quanto è stato troppo preso dai processi a suo carico e dal Bunga Bunga, parla della bassa crescita economica, dell’alto tasso di disoccupazione giovanile, del debito pubblico con il PIL al 120%, il terzo più alto tra i paesi ricchi e il tasso di impiego femminile più basso d’Europa.
“The man who screwed an entire country”, ossia “l’uomo che ha fregato un intero paese” è il titolo dell’articolo che è il seguito ideale di quello intitolato “Unfit to lead Italy“, in cui già sette anni fa il settimanale inglese analizzava il perchè Berlusconi fosse inadatto a governare l’Italia.
Lo speciale di quattordici pagine spiega in modo dettagliato i motivi per il quale Berlusconi non è stato in grado di guidare il nostro paese fuori dalla crisi, in quanto è stato troppo preso dai processi a suo carico e dal Bunga Bunga, parla della bassa crescita economica, dell’alto tasso di disoccupazione giovanile, del debito pubblico con il PIL al 120%, il terzo più alto tra i paesi ricchi e il tasso di impiego femminile più basso d’Europa.
L’Economist contro Berlusconi, “l’uomo che ha fregato l’Italia”
Il settimanale inglese The Economist oggi ha fatto uscire un editoriale non molto edificante sul nostro presidente del Consiglio e sull’immagine che questi ha dato dell’Italia al resto del mondo.
L’articolo si intitola “The man who screwed an entire country” che tradotto letteralmente significa, l’uomo che ha fregato un intero paese e quello che segue è un’analisi dettagliata di quello che è stato il governo di Berlusconi dal 1994 ad oggi.
Dopo aver specificato che è stato il primo ministro in carica con “maggiore anzianità di servizio“, solo dopo a Mussolini, l’articolo spiega per quale motivo Berlusconi non è la figura adatta a guidare l’Italia e perchè non lo è stata in tutti questi anni.
L’articolo si intitola “The man who screwed an entire country” che tradotto letteralmente significa, l’uomo che ha fregato un intero paese e quello che segue è un’analisi dettagliata di quello che è stato il governo di Berlusconi dal 1994 ad oggi.
Dopo aver specificato che è stato il primo ministro in carica con “maggiore anzianità di servizio“, solo dopo a Mussolini, l’articolo spiega per quale motivo Berlusconi non è la figura adatta a guidare l’Italia e perchè non lo è stata in tutti questi anni.
Sulle strade del Piemonte viaggiano le scorie nucleari per la Francia
Il Fatto Quotidiano ha condotto un’inchiesta molto interessante sul viaggio che compiono le scorie nucleari, dalla provincia di Vercelli a La Hague in Normandia e di cui i cittadini italiani non ne sanno nulla.
Nel 2006 è stato siglato un accordo tra l’Italia e le Francia, entrato poi in vigore a gennaio del 2007, in cui si parla del trattamento di 235 tonnellate di combustibile nucleare italiano, che corrisponde agli scarti che sono stati accumulati in Italia nel periodo dell’energia nucleare che è terminata con il referendum del 1987 dopo che gli italiani hanno voluto la chiusura degli impianti.
Gli scarti però dovranno rientrare nel nostro paese entro e non oltre il 31 dicembre del 2025 e la Società gestione impianti nucleari,la Sogin, si sta già attrezzando, con l’autorizzazione di una gara d’appalto per la costruzione di un sito che funga da deposito per le scorie radioattive nella zona di Saluggia (da dove sono partite, in poche parole).
Nel 2006 è stato siglato un accordo tra l’Italia e le Francia, entrato poi in vigore a gennaio del 2007, in cui si parla del trattamento di 235 tonnellate di combustibile nucleare italiano, che corrisponde agli scarti che sono stati accumulati in Italia nel periodo dell’energia nucleare che è terminata con il referendum del 1987 dopo che gli italiani hanno voluto la chiusura degli impianti.
Gli scarti però dovranno rientrare nel nostro paese entro e non oltre il 31 dicembre del 2025 e la Società gestione impianti nucleari,la Sogin, si sta già attrezzando, con l’autorizzazione di una gara d’appalto per la costruzione di un sito che funga da deposito per le scorie radioattive nella zona di Saluggia (da dove sono partite, in poche parole).
Governo ritira emendamento sulla corruzione
Dopo la batosta di mercoledì del Governo relativa all’emendamento sulla Commissione di nomina ministeriale che sostituisce l’articolo 1 del ddl anticorruzione, il Governo, oggi ha deciso di ritirarlo.
La decisione è stata presa dal vicepresidente del Pdl Gaetano Quagliarello insieme al presidente del senato Renato Schifani dopo la serie di proteste mosse dall’Opposizione.
La decisione è stata presa dal vicepresidente del Pdl Gaetano Quagliarello insieme al presidente del senato Renato Schifani dopo la serie di proteste mosse dall’Opposizione.
Summit tra Berlusconi, Tremonti e Bossi nella notte
Ormai la Destra non sa più che cosa fare per risollevarsi dalla cocente sconfitta delle recenti elezioni amministrative e così i vertici tra i vari partiti che la compongono sono all’ordine del giorno.
E così dopo il vertice che si è tenuto lunedì scorso ad Arcore, Tremonti, Berlusconi e Bossi si sono incontrati una seconda volta nella notte di ieri per un summit a sorpresa che è durato tre ore circa.
In queste tre ore si è parlato di un possibile taglio delle tasse, o meglio, un modo per dare un nuovo impulso all’economia che è ancora in crisi, soprattutto dopo che la Commissione Europea martedì ha espresso delle accorate raccomandazioni affinchè l’Italia, in vista della legge finanziaria del 2012, vari nuovi interventi strutturali per poter entrare nei margini stabiliti entro ottobre.
E così dopo il vertice che si è tenuto lunedì scorso ad Arcore, Tremonti, Berlusconi e Bossi si sono incontrati una seconda volta nella notte di ieri per un summit a sorpresa che è durato tre ore circa.
In queste tre ore si è parlato di un possibile taglio delle tasse, o meglio, un modo per dare un nuovo impulso all’economia che è ancora in crisi, soprattutto dopo che la Commissione Europea martedì ha espresso delle accorate raccomandazioni affinchè l’Italia, in vista della legge finanziaria del 2012, vari nuovi interventi strutturali per poter entrare nei margini stabiliti entro ottobre.
Anche la Francia dice no al nucleare
Sembra incredibile, ma adesso anche la vicina Francia sta ritrattando sull’energia nucleare a fronte del disastro di Fukushima dell’11 marzo scorso.
Nel paese che sembrava essere il baluardo del nucleare, dove l’energia prodotta con la fusione dell’atomo è un affare irrinunciabile, sembra che qualcosa si stia muovendo in favore di energie più pulite.
Dopo lo stop della Germania al nucleare, ora sembra la volta della Francia in quanto i socialisti (che sempre si sono schierati a favore delle centrali) stanno finalmente cambiando la posizione in merito.
Nel paese che sembrava essere il baluardo del nucleare, dove l’energia prodotta con la fusione dell’atomo è un affare irrinunciabile, sembra che qualcosa si stia muovendo in favore di energie più pulite.
Dopo lo stop della Germania al nucleare, ora sembra la volta della Francia in quanto i socialisti (che sempre si sono schierati a favore delle centrali) stanno finalmente cambiando la posizione in merito.
Batterio killer nuove vittime
Il batterio killer che all’inizio sembrava essere presente all’interno dei cetrioli e che ha causato ad oggi la morte di ben 25 persone sta diventando un vero e proprio rompicapo per gli studiosi di tutto il mondo che non riescono a trovarne l’origine.
Batterio modificato della famosa Escherichia Coli, questo sembra non avere nessuna cura e non si è riusciti a capire da cosa sia stato scaturito, poichè le supposizioni che erano state fatte sui germogli di soia qualche giorno fa, sono risultate infondate.
Nel frattempo in Germania la gente che viene ricoverata con sintomi sospetti continua a crescere di ora in ora ed è ormai emergenza sanitaria in tutto il paese.
Batterio modificato della famosa Escherichia Coli, questo sembra non avere nessuna cura e non si è riusciti a capire da cosa sia stato scaturito, poichè le supposizioni che erano state fatte sui germogli di soia qualche giorno fa, sono risultate infondate.
Nel frattempo in Germania la gente che viene ricoverata con sintomi sospetti continua a crescere di ora in ora ed è ormai emergenza sanitaria in tutto il paese.
La Corte Costituzionale dà l’ok al referendum sul nucleare
Ormai a pochi giorni dal referendum del 12 e 13 giugno in cui i cittadini italiani sono chiamati alle urne per esprimere il loro parere sul legittimo impedimento, sulla privatizzazione dell’acqua e sull’energia nucleare, si continua a parlare di quest’ultimo quesito referendario.
Infatti con una decisione unanime la Corte Costituzionale ha deciso che il quesito referendario relativo alla localizzazione di siti per la costruzione di nuovi impianti nucleari, che è stato rivisto dalla corte di Cassazione qualche giorno fa, è ammissibile e valido.
Infatti con una decisione unanime la Corte Costituzionale ha deciso che il quesito referendario relativo alla localizzazione di siti per la costruzione di nuovi impianti nucleari, che è stato rivisto dalla corte di Cassazione qualche giorno fa, è ammissibile e valido.











