Lo scontro Vendola – Monti

Nuove manovre all’interno del centrosinistra. A meno di veni di giorni dall’apertura delle urne, quando la campagna elettorale e i leader s’impegnano in prima persona per iniziare a tirare la volata, all’interno del fronte di centrosinistra si aprono crepe sempre maggiori. Niente di ufficiale, o meglio, niente di ufficialmente sancito – rottura di alleanza, patti con avversari etc etc – ma i segnali di una convivenza difficile, già prima dell’ipotetica salita al governo, ci sono tutti.

L’alleanza Monti – Bersani

 

Un percorso di costante avvicinamento tra Bersani e Monti si sta palesando ogni giorno di più. L’accelerazione nella giornata di ieri, quando il leader del Pd in visita a Berlino ha gettato l’amo e il premier dimissionario Mario Monti ha risposto presente dalla sua platea di Pordenone. Non si può parlare di un’alleanza formalmente sancita né men che mai di andare alle urne l’uno al fianco dell’altro: ma è corretto individuare il germe di una solida intesa nell’immediato post voto.

Corte dei Conti: record pressione fiscale dal 1980 aumentata del 125%

 In questi giorni di campangna elettorale, al di là di “proposte shock” dell’ultim’ora, il tema fondamentale resta la questione fiscale del nostro Paese che in Europa primeggia con il 45% di tasse sul prodotto interno lordo. A sottolineare l’importanza del tema però non è soltanto l’agenda politica, ma anche la denuncia della stessa corte dei conti che ha cercato, numeri alla mano, di fare chiarezza e evidenziare le storture del sistema fiscale che rende il nostro Paese non competitivo.

L’effetto Berlusconi in Borsa

Gli eventi politici più importanti degli ultimi giorni e settimane stanno producendo effetti consistenti anche sul versante economico. E quando siamo orami a meno di venti giorni dall’apertura delle urne, la deriva politica dei principali partiti italiani inizia a presentare il conto al mondo della finanza: le conseguenze degli scandali e delle promesse elettorali le leggiamo in Borsa.

La restituzione dell’Imu agli italiani

 Fuochi d’artificio nella giornata di ieri a Milano. Berlusconi avvia l’operazione choc della sua campagna elettorale, fatta di strategia elettorale e mosse poco ortodosse (leggi: L’effetto Balotelli in campagna elettorale), mettendo sempre  se stesso di fronte alla platea e accentrando ogni dibattito sulla propria figura e le proprie idee. Significa che ieri è cominciata la fase più forte della campagna elettorale – del resto siamo a 3 settimane dal voto – e che per i prossimi venti giorni la contesa elettorale sarà una battaglia senza esclusione di colpi.

Le nozze gay in Francia

Primo significativo passo verso il matrimonio omosessuale ieri in Francia. L’Assemblea nazionale ha votato sì al primo articolo del progetto di legge che riguarda il matrimonio per tutti e che, di fatto, apre alle nozze omosessuali. Il voto dell’Assemblea ha riguardato esclusivamente il primo articolo ma la rilevanza simbolica, oltre che la portata contenutistica del primo articolo, segnano una svolta epocale. Voto sull’intero testo il 12 febbraio.

Berlusconi contro Monti e la Merkel

Le ripercussioni dell’ultimo incontro pubblico tra il premier dimissionario Mario Monti e la cancelliera tedesca Angela Merkel travasano nell’agenda politica italiana. E dettano, di fatto, le linee guida del dibattito di questi giorni essendo l’argomento centrale di discussione, e di polemica, anche tra le altre nostre forze politiche. Accade in pratica che l’incontro Monti – Merkel e di fatto, potremmo dire, L’intesa Monti – Merkel in campagna elettorale, abbia innescato nuove polemiche tra Berlusconi (in primis) e Bersani.

L’intesa Monti – Merkel in campagna elettorale

Nuovo spot elettorale della cancelliera tedesca Angela Merkel a favore del premier dimissionario Mario Monti. Poche parole, ben ponderate, con cui la Merkel elogia pubblicamente l’operato di Monti e, al contempo, sottolinea la difficoltà del cammino intrapreso dal professore. Difficoltà che, dicono i maligni, sono sottolineate programmaticamente dalla Merkel allo scopo di caldeggiare la continuazione dell’impegno di Monti e quindi, in altre parole, la sua stessa elezione a fine febbraio.

L’effetto Balotelli in campagna elettorale

Una faccia nuova nella campagna elettorale italiana ha fatto irruzione ieri pomeriggio alla Malpensa. E si è mossa ieri sera per Milano sotto l’ala protettrice di Silvio Berlusconi, protagonista assente della nuova mossa, nonché regista occulto che prova a risalire la china dei sondaggi con una mossa scaltra e, secondo alcuni, fruttifera. Stiamo parlando della faccia ben nota di Mario Balotelli che rientra in Italia pagato 20 milioni di euro da Silvio Berlusconi.

Bruxelles contro Berlusconi

Di nuovo da Bruxelles piovono accuse sul capo di Silvio Berlusconi. Non è la prima volta che gli organi comunitari intervengono apertamente nella politica italiana (leggi anche: Bruxelles contro l’Imu), e non è la prima volta che il bersaglio è il cavaliere. Questa volta le accuse riguardano la politica economica del precedente governo Pdl colpevole, secondo Bruxelles, di essere venuto meno agli impegni presi e di aver, di fatto, innescato la crisi in Italia e la salita dello spread.

I vescovi stanno con Monti

Al tavolo della campagna elettorale da ieri siede anche la Cei. Forse la Conferenza Episcopale Italiana e tutto ciò che rappresenta e si porta dietro già ci sedeva in maniera ufficiosa, ma con le parole di Bagnasco anche i vescovi sono pubblicamente scesi in campo. In potentissima sintesi potremmo dire che le parole chiave sono voto e continuità: voto nel senso si andare a votare, continuità nel senso di non sprecare gli sforzi del governo tecnico.

Elezioni 2013: Berlusconi al Memoriale della Shoah

Sortita imprevista del cavaliere Silvio Berlusconi che ieri, in piena campagna elettorale (leggi anche: Elezioni 2013: la campagna elettorale di Monti), e senza alcun preavviso, è piombato alla stazione Centrale di Milano per partecipare alle celebrazioni per la giornata della Memoria. Una visita privata e pubblica al tempo stesso: privata in quanto Berlusconi non era stato invitato e un suo intervento non faceva parte di nessun ordine del giorno. Pubblica nel senso che gli inviati di tutta la stampa nazionale erano ieri alla stazione di Milano.

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