
Credit Watch negativo per l’Unione Europea




Diventeremo, insomma, tutti un po’ più poveri (i primi dati ISTAT affermano come, dal 2012, ogni famiglia italiana sosterrà una spesa per la manovra equivalente a circa 700 euro annui), andremo in pensione più tardi, senza poter godere della pensione di anzianità contributiva e con un assegno mensile decisamente meno corposo di quanto avvenga oggi, subiremo, sul lungo periodo, un prelievo fiscale, soprattutto a causa di una maggiore IVA e alla reintroduzione dell’ICI, imponente.

La ripresa economica, che il nostro Paese, purtroppo, non conosce ormai da troppo tempo, tanto che il PIL, negli ultimi anni, è rimasto pressoché invariato, è di fondamentale importanza affinché si possa affrontare, nel migliore dei modi possibili, la crisi da debito sovrano che, attualmente, rappresenta uno dei principali problemi delle democrazie Occidentali.

Le misure destinate al benessere imprenditoriale, dunque, trovano larga applicazione, grazie al diretto interesse del Ministero dello Sviluppo Economico, presieduto dal banchiere Corrado Passera, all’interno della manovra salva-Italia e, tra di esse in particolare, quelle destinate alla liberalizzazione, altrimenti definita deregolamentazione o, dall’inglese, deregulation, di molti importanti settori economico-commerciali che, grazie all’astuta decisione del ministro, dovrebbero ritrovare slancio, concorrenzialità, innovatività.






