Prestigiacomo lascia il Pdl ma resta al governo

Stefania Prestigiacomo nella giornata di ieri ha preso la decisione di lasciare il Pdl. “Lascio il Pdl, vado nel gruppo misto”, ha detto il ministro dell’Ambiente in lacrime, annunciando così lo strappo con il partito, dopo che la maggioranza non ha appoggiato il rinvio della legge sulla libera imprenditorialità.

Tuttavia la Prestigiacomo ha confermato fin da subito la sua intenzione di rimanere al governo finchè Berlusconi lo riterrà opportuno.

Ddl Gelmini al Senato approvazione slitta a giovedì

Nella giornata di ieri c’è stata una vera e propria bagarre al Senato, durante il voto sugli emendamenti al ddl Gelmini, tanto che Renato Schifani, il presidente di Palazzo Madama, ha dovuto far ripetere le votazioni sugli emendamenti dal 6.21 al 6.32.

La decisione della ripetizione del voto ha annullato il risultato del voto per alzata di mano effettuato con la presidente di turno Rosi Mauro, che aveva approvato alcuni emendamenti dell’opposizione, e avrebbe dunque fatto tornare il testo alla Camera in quarta lettura.

Berlusconi dorme durante la cerimonia per lo scambio degli auguri

Come al solito il premier Silvio Berlusconi ha dato spettacolo al Quirinale, questa volta in occasione degli auguri di Natale tra le alte cariche dello Stato.

Infatti il Presidente del Consiglio durante la cerimonia protocollare si è assopito, forse colto da un momento di stanchezza dovuto ai suoi tanti impegni politici di questi giorni e ovviamente i fotografi non si sono fatti scappare l’occasione di immortalarlo impietosamente con gli occhi chiusi e la bocca aperta.

Poi però, ripresosi al momento del rinfresco, ha sfoderato tutta la sua verve di comico ed è stato il protagonista indiscusso di simpatici siparietti nella sala dei rinfreschi.

Napolitano chiede salto di qualità alla politica italiana

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del tradizionale discorso durante lo scambio degli auguri di Natale con le alte cariche dello Stato, ha chiesto un salto di qualità alla politica italiana, che sarebbe decisivo per la stabilità e la continuità della vita Istituzionale e per la tenuta del Sistema Italia in un contesto europeo percorso da forti scosse e tensioni.

Napolitano ha attaccato una classe dirigente che ha proseguito una gara quotidiana delle opposte faziosità.

Fini: accordo coi magistrati barzelletta di Berlusconi

(FOTO ANDROKONOS)
Il premier smentisce le indiscrezioni, apparse su agenzie e testate come il sito del “Corsera”, che gli attribuivano queste parole: “c’è un accordo tra l’Anm e Fini per andare contro riforma di giustizia e legge sulle intercettazioni, fin quando rimarrà presidente a Montecitorio”
Fini, dopo la diffusione di queste dichiarazioni, sempre secondo indiscrezioni riportate dai suoi “vicini” avrebbe detto:“questa è un’altra barzelletta che Berlusconi ha preso dal suo repertorio”.

Gianfranco Fini non si dimette

Secondo il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini ha tra le mani un patto coi magistrati si apprende sulle pagine del Corriere.it. Silvio Berlusconi sostiene infatti che Gianfranco Fini sarebbe disposto ad ostacolare la riforma della giustizia che comprende anche alcuni emendamenti sui magistrati per il solo scopo di essere tutelato dal punto di vista legale.

Matteoli convoca tavolo per viabilità

COSA E’ SUCCESSO?
Il ministro dei trasporti e sindaco del comune toscano di Orbetello Altero Matteoli ha convocato un incontro con vertici e dirigenti di Anas, Autostrade per l’Italia, Ferrovie dello Stato e Protezione Civile: scopo dell’incontro indagare sulle responsabilità dei disagi e blocchi di treni e autostrade nei giorni scorsi e capire “cosa è successo”. L’incontro avverrà nell’ufficio del ministero in ore pomeridiane.

Federalismo accordo tra Regioni e governo

Regioni e governo hanno trovato l’intesa sul decreto sul federalismo fiscale in Conferenza Unificata, il quale contiene anche i costi standard sulla sanità.

Dell’intesa si è detto entusiasta Roberto Cota, che ha definito l’accordo un fatto epocale. Secondo il governatore leghista del Piemonte è molto positivo che tutte le Regioni abbiano dato parere favorevole. Con il federalismo le Regioni ora hanno la propria autonomia, fondamentale per gestire le proprie politiche.

Berlusconi sicuro di poter allargare la maggioranza

Silvio Berlusconi è a Bruxelles in occasione del Consiglio Europeo, ed è stato proprio questo il primo evento per poter parlare e potersi godere il successo del voto di fiducia ottenuto il 14 dicembre in Parlamento.

Il premier è sicuro di poter allargare la sua maggioranza di governo e di poter anche vincere nell’ipotesi che si tornasse a votare, infatti come ha dichiarato nonostante abbia vinto per soli tre voti, poi nella notte ne ha già recuperati altri otto

Pdl al lavoro su venti nuovi arrivi

Dopo il passaggio di quattro deputati finiani alla maggioranza, cioè Catone, Polidori, Moffa e Siliquini, che hanno pesato molto sul voto di fiducia, ora il Pdl prova addirittura a soffiare all’opposizione altri deputati per cercare di allargare il centrodestra, o perlomeno per cercare di rubare voti al centrosinistra.

Stando alle ultimissime indiscrezioni, è emerso dal vertice del Pdl di ieri sera che ci sarebbero addirittura 20 deputati sui quali la maggioranza starebbe lavorando, per cercare di sottrarli all’opposizione.

Nasce ufficialmente il terzo polo

E’ nato ufficialmente il terzo polo, formato da 100 parlamentari, con la convinzione di essere pronto a fare un’opposizione responsabile.

Il nome potrebbe essere Polo della Nazione o Polo per l’Italia ma questo non è importante. A formare il nuovo polo sono Udc, Fli, Api, Mpa, Libdem, repubblicani e liberali, che daranno vita al coordinamento del nuovo raggruppamento centrista.

Berlusconi allargamento ai deputati delusi

Dopo aver ottenuto la fiducia Silvio Berlusconi può anche esprimere giudizi che potevano sembrare più che azzardati fino all’altro ieri.

Durante la prima intervista della giornata, nel corso della Telefonata con Maurizio Belpietro, il premier ha detto che il terzo polo non ha più grandi prospettive dopo il voto di ieri, ed ha ribadito che si è trattato di una vittoria politica, non solamente numerica come invece vogliono descriverla i finiani (“con soli tre deputati di vantaggio non si va da nessuna parte”).

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