La mancata autonomia del Governo Monti

Il Governo Monti, impegnato com’è sui più differenti fronti, specialmente in campo internazionale come dimostrerebbe la riacquistata fiducia nell’Italia non solamente da parte degli Stati Uniti d’America bensì anche, e soprattutto, dai più importanti partners europei quali Francia e Regno Unito, avrebbe in questi giorni rischiato di perdere il controllo del Parlamento e di quelle redini che, da novembre 2011, sembrerebbe aver sempre avuto saldamente strette nel pugno.

PdL e Pd si dividono l’AGCOM

Se qualcuno ancora si stesse chiedendo e domandando quale mai potrebbe essere la ragione fondante del successo di Beppe Grillo, del grillismo e dell’antipolitica a dispetto di quella che, da sempre, saremmo abituati a chiamare proprio politica, potrebbe davvero aver ricevuto, nella giornata di oggi, un’illuminazione oltremodo chiarificante a causa del barbaro spettacolo al quale avremmo noi tutti, cittadini italiani, assistito nel corso delle nomine dei garanti delle telecomunicazione e della privacy.

Le tasse non bastano

Vi sarebbe oggi da segnalare come le tasse, e le numerose e nuove imposte introdotte nell’ordinamento italiano dal Governo Monti, non siano per il momento bastate a risanare i conti pubblici e come, nonostante la spending review stia già cominciando a dare i propri primi benefici frutti, all’appello mancherebbero ancora ben 3,5 miliardi di euro.

Il lavoro non è più scontato

Siamo oggi di fronte ad una verità che, per certi versi, sarebbe purtroppo giusto ed a tutti gli effetti corretto definire inconfessabile ed inenarrabile per le conseguenze e le ripercussioni, gravissime, che essa potrebbe riversare su tutta la popolazione italiana.

Silvio Berlusconi vuole uscire dall’euro

Pazza idea cantava Patty Pravo nel lontano e ormai dimenticato 1973 e pazza idea canta oggi niente meno che l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi che, in seduta comune con gruppi parlamentari del Popolo della Libertà, si riprende la scena, per nulla oscurato dal segretario Angelino Alfano, e proclama di avere una “pazza idea” (testuali parole), per salvare definitivamente l’Italia dalla crisi economica e finanziaria.

Operai costretti a lavorare nonostante il sisma

Mirandola, Medolla, Cavezzo, San Felice sul Panaro. Questi i nomi dei paesi, 50.000 anime in tutto di cui oltre 15.000 sfollati e 17 deceduti, letteralmente spazzati via dagli sciami sismici che, a partire dalla notte tra sabato 19 maggio e domenica 20 maggio 2012, starebbe continuando a scuotere, sconvolgere, rivoltare, affossare ed innalzare la pianura padana cominciando a darle quella forma, probabilmente collinare, che fra qualche secolo potrebbe assumere.

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