Equitalia Livorno brucia con le molotov

La situazione economica e finanziaria italiana, purtroppo grandemente debilitata a causa delle manovre, impopolari ma a detta degli analisti oltre modo necessarie, del Governo Monti, sarebbe divenuta davvero insostenibile se è vero, com’è vero, che ben due sedi locali dell’agenzia nazionale di riscossione dei crediti Equitalia sarebbero state letteralmente prese d’assalto.

La crisi ha ridotto le buste paga di oltre 2.500 euro

Anche il quarto consecutivo anno dell’attuale crisi economica e finanziaria, come avrebbe recentemente avuto modo di affermare il leader della Confederazione Generale Italiana del Lavoro Susanna Camusso, promette sin da ora di essere, nonostante alla fine dell’anno in corso manchino, in realtà, ancora parecchi mesi, terribilmente debilitante sia per lo stato di salute delle finanze pubbliche che, soprattutto, per quello delle finanze private.

La crisi economica vista dagli italiani

Tutti gli italiani, stando ad un recente rapporto pubblicato dall’istituto di statistica Demos – Coop ed intitolato Osservatorio Capitale Sociale ed Evoluzione di Classe, avrebbero una percezione dell’attuale crisi economico-finanziaria decisamente negativa nonché, purtroppo, letteralmente peggiore di quanto la realtà, in effetti, lascerebbe intendere.

La riduzione del consenso al Governo Monti

Il Governo Monti, soprattutto a causa della continua proposta di manovre, leggi e provvedimenti a favore dell’aumento delle tasse, tasse che incideranno, lo ricordiamo, soprattutto sulla prima casa e, dunque, sull’unico che valore, sia economico che sentimentale, posseduto dalla quasi totalità degli italiani, starebbe cominciando a perdere numerosi punti percentuali di consenso.

La crisi economica è diventata crisi politica e sociale

La crisi economica, come dimostrato dal primo turno delle elezioni presidenziali francesi (che rappresenterebbero le prime, importatissime, elezioni politiche europee dallo scoppio della summenzionata crisi), si sarebbe ormai definitivamente trasformata da crisi esclusivamente finanziaria, dunque esclusivamente riguardante i mercati nazionali ed internazionale, a vera e propria crisi sovranazionale dei valori che, purtroppo, starebbe investendo, non solamente in Italia bensì anche, e soprattutto, in tutta Europa nonché in tutto il mondo, la politica e la coesione sociale che starebbero cominciando a sgretolarsi a causa dell’urto, quanto mai prorompente, ricevuto dall’anti-politica nonché dall’inquietudine sociale.

La Grecia fuori dall’euro per salvare l’Europa

Sempre più leader politici, in tutta Europa e a vari livelli, considerano l’eventuale ritorno della Grecia alla dracma un’ipotesi tutt’altro che remota.

L’ondata di consensi ottenuta da Tino Soimi, leader populista del partito Veri Finlandesi (che propugna la separazione della propria nazione dall’Europa unita) che per primo avrebbe sostenuto come i paesi più ricchi del vecchio continente non dovrebbero salvare gli imbroglioni greci (espressione colorita ma che ben evidenzia l’esasperazione per una situazione di stallo che, dovesse rompersi l’equilibrio, potrebbe trascinare con sé almeno Portogallo, Spagna e Italia senza considerare la colossale esposizione delle banche francesi nei confronti del debito greco), è stata risoluta ed incondizionata.

LA CRISI DELLA GRECIA COLPISCE LE BANCHE FRANCESI

Tassa sulle banche europee per frenare la crisi

Oggi si riuniranno i capi di Stato e di governo dei 27, per discutere della possibilità molto concreta di introdurre delle tasse sugli istituti finanziari per far sì che contribuiscano al costo della crisi.

Il Consiglio europeo sembra concordare su questa necessità, e come dichiarato dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, è giusto mettere delle tasse a chi ha messo a rischio il mercato.

Nella bozza della norma si legge che il prelievo sulle banche dovrebbe comunque essere parte di un quadro “credibile“.

No al sussidio per i dipendenti licenziati

Arriva oggi durante il consiglio dei ministri un no categorico alla proposta lanciata dal partito democratico capitanato da Franceschini con la quale si prevedeva di elargire un assegno in qualità di sussidio per tutte quelle persone, che durante questo periodo di crisi, perdevano il lavoro o erano “obbligate” a presentare la propria lettera dimissioni al datore di lavoro.

Silvio Berlusconi ha subito fatto notare che la crisi che sta subendo il nostro paese non è così nera come la vogliono dipingere i media e che la situazione può migliorare mantenendo, chi può, un atteggiamento ottimista e continuando a spendere.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.