Riforma del mercato del lavoro: contratto di lavoro intermittente

Cominciamo oggi a parlare, dopo aver a lungo ed approfonditamente discusso della riforma del welfare, ovverosia delle modifiche agli ammortizzatori sociali ed ai sussidi di disoccupazione introdotti dal Governo Monti, delle novità introdotte dalla riforma del mercato del lavoro del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero alle più differenti tipologie contrattuali che, com’è ormai noto, sarebbero state completamente ridisegnate dall’esecutivo.

Dettagli riforma del mercato del lavoro: la mini – ASPI

Della riforma del mercato del lavoro del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, riforma di fondamentale importanza sia per la ripresa economica italiana che per la vita di moltissimi milioni di lavoratori, giovani e pensionati italiani, e che, proprio per questo motivo, avrebbe avuto una gestazione particolarmente lunga, complicata e a tratti, purtroppo, inconcludente, avremmo già parlato in modo quanto mai approfondito e dettagliato.

Aumento una tantum co. co. pro. Governo Monti

La riforma del mercato del lavoro, promossa dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, sottoscritta dall’intero Governo Monti ed approvata, seppur con voto di fiducia imposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, dal Parlamento della Repubblica Italiana, riforma della quale, in più di un’occasione, avremmo approfonditamente discusso su Politikos, riuscirà a tutelare più che mai, per lo meno in caso di licenziamento e successiva disoccupazione, anche e soprattutto i lavoratori assunti con un qualsiasi contratto a progetto o, per meglio dire, con un qualsiasi contratto di collaborazione contributivo a programma.

Aliquote contributive e contenzioso contratto di lavoro a termine

Dopo avervi descritto, in un nostro recente articolo, tutte le principali novità che la riforma del mercato del lavoro, approvata solamente qualche giorno fa, in via definitiva, dal Parlamento della Repubblica italiana dopo molti mesi di gestazione e discussione, ai più differenti livelli, sul delicato argomento, avrebbe introdotto in riferimento ai contratti di lavoro a termine, altrimenti detti contratti di lavoro a tempo determinato, vogliamo provare a descrivere, brevemente ma esaustivamente, i principali provvedimenti che il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero avrebbe ideato quali deterrenti affinché il contratto a termine diventi un vero e proprio contratto a tempo determinato e, grazie a continue, virtualmente infinite ed inopportune, proroghe, possa venir utilizzato dal datore di lavoro per sfruttare il prestatore di lavoro.

Il posto di lavoro non è un diritto

Eccoci qua. Nel giorno dell’approvazione definitiva della riforma del mercato del lavoro del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, che avrebbe incassato tutti e quattro si richiesti a Montecitorio dal Governo Monti, scoppia la polemica sul provvedimento che, oltre ad aver letteralmente spaccato il Popolo delle Libertà ed aver causato l’astensione dell’onorevole del Popolo delle Libertà Giuliano Cazzola, ovverosia del relatore in Parlamento della riforma, avrebbe indotto lo stesso Ministro Fornero a dichiarare come la riforma del lavoro segua una nuova logica secondo la quale il posto di lavoro non sarebbe più un diritto.

Il WSJ e il lavoro all’italiana

Un tagliente editoriale apparso stamane sul Wall Street Journal, il quotidiano di proprietà del magnate liberista Rupert Murdoch, così recita: “Potranno queste misure risolvere i problemi dell’economia italiana? Solo nel senso che teoricamente è possibile svuotare il lago di Como con mestolo e cannuccia”.

Il lavoro non è più scontato

Siamo oggi di fronte ad una verità che, per certi versi, sarebbe purtroppo giusto ed a tutti gli effetti corretto definire inconfessabile ed inenarrabile per le conseguenze e le ripercussioni, gravissime, che essa potrebbe riversare su tutta la popolazione italiana.

Operai costretti a lavorare nonostante il sisma

Mirandola, Medolla, Cavezzo, San Felice sul Panaro. Questi i nomi dei paesi, 50.000 anime in tutto di cui oltre 15.000 sfollati e 17 deceduti, letteralmente spazzati via dagli sciami sismici che, a partire dalla notte tra sabato 19 maggio e domenica 20 maggio 2012, starebbe continuando a scuotere, sconvolgere, rivoltare, affossare ed innalzare la pianura padana cominciando a darle quella forma, probabilmente collinare, che fra qualche secolo potrebbe assumere.

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