Esodati e riforma delle pensioni

Il Governo Monti, stando a quanto si apprende in queste ore, avrebbe decisamente sbagliato ad effettuare il calcolo del numero degli esodati e, trovandosi dinanzi la schiacciante realtà di oltre 350.000 lavoratori esodati che avrebbero scelto di dimettersi, per aiutare economicamente la propria azienda, con la promessa che, entro una manciata d’anni (che avrebbero potuto affrontare con una sorta di sussidio di disoccupazione), avrebbero cominciato a godere della pensione, non saprebbe più cosa fare giacché, purtroppo, i fondi necessari a mandare effettivamente in pensione codesta imponente forza lavoro non ci sarebbero e, purtroppo, potrebbero non esserci mai.

Tre anni per un ovetto

Capire, in modo lampante, improvviso ed inconfutabile, quanto il Governo Monti, e con esso l’Italia intera, potrebbe risparmiare/guadagnare scegliendo di occuparsi, con l’evidente scopo di risolverle, delle vere problematiche del Paese (l’art. 18, ormai lo saprebbero anche i sassi, sarebbe nient’altro che il capro espiatorio delle strutturali inadeguatezze del sistema Italia) quali, per esempio, l’eccessivo costo nonché l’eccessiva lunghezza di un qualsiasi procedimento giudiziario, potrebbe essere poco meno che devastante.

OCSE conferma bontà della riforma del lavoro

Se il metro di valutazione dello stato di salute di una qualsiasi economia occidentale fosse quello della tenuta dei conti pubblici, dell’abolizione delle anacronistiche tutele ai lavoratori, e della possibile, seppur futura, ripresa economica, l’Italia di oggi, grazie alla riforma del lavoro del ministro Elsa Fornero ed all’opera di tassazione del Governo Monti, non potrebbe stare meglio.

Milena Gabanelli contro la riforma previdenziale

L’ultima puntata della stagione 2011 – 2012 del notissimo programma televisivo di Rai 3 Report, mirabilmente condotto, con sapienza e maestria uniche non solamente nel proprio genere ma, più in generale, nell’attuale palinsesto televisivo pubblico e privato italiano, da Milena Gabanelli, ha visto protagonista il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero nonché la tanto avversa, alla maggior parte dei lavoratori, riforma previdenziale del Governo Monti che, stando ai dati reperiti e fedelmente riportati dallo staff della succitata trasmissione, potrebbe costringere circa 50.000 italiani, a causa dell’effetto dell’allungamento dell’età pensionabile in virtù del passaggio al sistema contributivo ed alla conseguente abolizione della pensione di anzianità, a rimanere senza lavoro o senza pensione per un periodo compreso tra i 2 ed 10 anni (finiranno in codesta categoria tutti coloro i quali avrebbero in passato scelto di andare in pensione anticipata con la promessa di vedersi corrispondere l’adeguato assegno pensionistico al compimento del 40esimo anno di età lavorativa).

Parole chiave della riforma del lavoro

La riforma del lavoro, come avremmo in più d’un occasione provato a ribadire chiosando le parole del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, non sarebbe fondata, in maniera preponderante ed esclusiva, sulla temutissima abolizione dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori bensì anche, e soprattutto, su una migliore, più efficace e marcata flessibilità in uscita, naturalmente tutelata da più efficienti prestazioni a sostegno del reddito, quali, per esempio, l’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi), che dovrebbe consentire, secondo quanto ricordato dal Premier Monti in occasione del forum di Cernobbio, non già di rivoluzionare il mondo del lavoro bensì di gettare le basi per la sua radicale, e futura, trasformazione.

CdM: via libera alla riforma Fornero

“Non ci sembra che le modifiche previste per l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori costituiscano un cambiamento che stravolge i diritti. Non ci sembra che questo sia calpestare i diritti. Non ci sembra che questo sia creare motivi per gravi tensioni sociali”.

Dettagli Assicurazione sociale per l’impiego

Il Governo Monti, sebbene ancora non abbia incassato la piena e totale fiducia delle parti sociali coinvolte nella delineazione della riforma fortemente voluta dal ministro Elsa Fornero, attualmente a capo del dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali, starebbe alacremente lavorando per cercare di limare e definire, quanto più possibile ed in ogni minimo dettaglio, ogni singola caratteristica sia della riforma del lavoro che della riforma del welfare che, proprio a causa delle modifiche che apporterà agli ammortizzatori sociali, sarebbe in questo ore al centro del dibattito.

Articolo 18 nel resto d’Europa

Il vertice di ieri pomeriggio tra il Governo Monti e le parti sociali, al quale avrebbero presieduto tutti i più importanti esponenti dell’attuale esecutivo (dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero), i rappresentati delle sigle sindacali confederali (Susanna Camusso della CGIL, Raffaele Bonanni della CISL e Luigi Angeletti della UIL) e il presidente di Confindustria (Emma Marcegaglia), non si sarebbe certamente concluso, nonostante le attese dell’opinione pubblica tutta, nel migliore e più risolutivo dei modi.

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