Esodati e riforma delle pensioni

Il Governo Monti, stando a quanto si apprende in queste ore, avrebbe decisamente sbagliato ad effettuare il calcolo del numero degli esodati e, trovandosi dinanzi la schiacciante realtà di oltre 350.000 lavoratori esodati che avrebbero scelto di dimettersi, per aiutare economicamente la propria azienda, con la promessa che, entro una manciata d’anni (che avrebbero potuto affrontare con una sorta di sussidio di disoccupazione), avrebbero cominciato a godere della pensione, non saprebbe più cosa fare giacché, purtroppo, i fondi necessari a mandare effettivamente in pensione codesta imponente forza lavoro non ci sarebbero e, purtroppo, potrebbero non esserci mai.

Milena Gabanelli contro la riforma previdenziale

L’ultima puntata della stagione 2011 – 2012 del notissimo programma televisivo di Rai 3 Report, mirabilmente condotto, con sapienza e maestria uniche non solamente nel proprio genere ma, più in generale, nell’attuale palinsesto televisivo pubblico e privato italiano, da Milena Gabanelli, ha visto protagonista il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero nonché la tanto avversa, alla maggior parte dei lavoratori, riforma previdenziale del Governo Monti che, stando ai dati reperiti e fedelmente riportati dallo staff della succitata trasmissione, potrebbe costringere circa 50.000 italiani, a causa dell’effetto dell’allungamento dell’età pensionabile in virtù del passaggio al sistema contributivo ed alla conseguente abolizione della pensione di anzianità, a rimanere senza lavoro o senza pensione per un periodo compreso tra i 2 ed 10 anni (finiranno in codesta categoria tutti coloro i quali avrebbero in passato scelto di andare in pensione anticipata con la promessa di vedersi corrispondere l’adeguato assegno pensionistico al compimento del 40esimo anno di età lavorativa).

Parole chiave della riforma del lavoro

La riforma del lavoro, come avremmo in più d’un occasione provato a ribadire chiosando le parole del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, non sarebbe fondata, in maniera preponderante ed esclusiva, sulla temutissima abolizione dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori bensì anche, e soprattutto, su una migliore, più efficace e marcata flessibilità in uscita, naturalmente tutelata da più efficienti prestazioni a sostegno del reddito, quali, per esempio, l’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi), che dovrebbe consentire, secondo quanto ricordato dal Premier Monti in occasione del forum di Cernobbio, non già di rivoluzionare il mondo del lavoro bensì di gettare le basi per la sua radicale, e futura, trasformazione.

CdM: via libera alla riforma Fornero

“Non ci sembra che le modifiche previste per l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori costituiscano un cambiamento che stravolge i diritti. Non ci sembra che questo sia calpestare i diritti. Non ci sembra che questo sia creare motivi per gravi tensioni sociali”.

Dettagli Assicurazione sociale per l’impiego

Il Governo Monti, sebbene ancora non abbia incassato la piena e totale fiducia delle parti sociali coinvolte nella delineazione della riforma fortemente voluta dal ministro Elsa Fornero, attualmente a capo del dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali, starebbe alacremente lavorando per cercare di limare e definire, quanto più possibile ed in ogni minimo dettaglio, ogni singola caratteristica sia della riforma del lavoro che della riforma del welfare che, proprio a causa delle modifiche che apporterà agli ammortizzatori sociali, sarebbe in questo ore al centro del dibattito.

Elsa Fornero: crisi economica e mercato del lavoro

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, che oggi pomeriggio a partire dalle ore 16:00 dovrebbe incontrare, insieme al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, le parti sociali coinvolte nella delineazione del futuro mercato del lavoro, sarebbe recentemente tornata a parlare sia della propria riforma del lavoro che, più in generale, della crisi economica che, ancora dal 2008 e dall’ormai celeberrimo crack Lehman, attanaglierebbe i più tecnologicamente avanzati Paesi Occidentali.

Guida alle nuove pensioni del Governo Monti

La confusione in merito alla riforma previdenziale del Governo Monti, com’è logico e comprensibile, è molto alta e diffusa, come ci si potrebbe immaginare, in tutta la popolazione italiana che, a pochi giorni dall’entrata in vigore del provvedimento che, ancora per moltissimo tempo farà discutere, animatamente, l’opinione pubblica, non riesce minimamente a capacitarsi del proprio futuro non riuscendo ad intuire se, quando e con quale metodo verrà calcolato il proprio assegno pensionistico.

I punti critici della riforma del lavoro

Nonostante un’intesa tra il Governo Monti e i partiti della maggioranza sia stata informalmente trovata, la riforma del lavoro, così come elaborata dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, scontenterebbe le numerose altre parti sociali coinvolte nella delineazione del futuro mercato del lavoro che, al momento, non sembrerebbero manifestare la benché minima intenzione a pervenire ad un accordo qualsiasi.

Punti critici rimangono la flessibilità in entrata, la flessibilità in uscita e gli ammortizzatori sociali.

Camusso frena sulla riforma del lavoro

Susanna Camusso, attuale leader della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, o CGIL, sarebbe tornata a parlare dell’imminente riforma del lavoro sostenendo come l’intesa governo – partiti di maggioranza raggiunta nella notte, proprio sul delicato tema del futuro mercato del lavoro, tra i rappresentati del Governo Monti e i segretari generali dei principali partiti di maggioranza, non sia da considerarsi degna di alcun valore poiché priva dell’approvazione dei sindacati che, soprattutto nell’elaborazione di una si complessa riforma, dovrebbe rivestire un ruolo quanto mai decisivo.

Coppie gay equiparate alle coppie eterosessuali

Nonostante in Italia non sia possibile, per motivi più che ovvi ed alla conoscenza di chiunque, far valere il diritto a contrarre matrimonio ne il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all’estero nel caso in cui i contraenti siano omosessuali, non per questo, per lo meno secondo la Corte di Cassazione, le coppie gay dovrebbero avere meno diritti delle coppie eterosessuali regolarmente sposate in Italia piuttosto che all’estero.

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