Giorgio Squinzi nuovo presidente Confindustria

La giunta esecutiva di Confindustria, avrebbe nella giornata odierna designato il legittimo successore di Emma Marcegaglia che, sino al 2016, siederà sullo scranno più alto della più importante organizzazione rappresentativa delle imprese manufatturiere e di servizi italiana.

Dettagli Assicurazione sociale per l’impiego

Il Governo Monti, sebbene ancora non abbia incassato la piena e totale fiducia delle parti sociali coinvolte nella delineazione della riforma fortemente voluta dal ministro Elsa Fornero, attualmente a capo del dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali, starebbe alacremente lavorando per cercare di limare e definire, quanto più possibile ed in ogni minimo dettaglio, ogni singola caratteristica sia della riforma del lavoro che della riforma del welfare che, proprio a causa delle modifiche che apporterà agli ammortizzatori sociali, sarebbe in questo ore al centro del dibattito.

Articolo 18 nel resto d’Europa

Il vertice di ieri pomeriggio tra il Governo Monti e le parti sociali, al quale avrebbero presieduto tutti i più importanti esponenti dell’attuale esecutivo (dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero), i rappresentati delle sigle sindacali confederali (Susanna Camusso della CGIL, Raffaele Bonanni della CISL e Luigi Angeletti della UIL) e il presidente di Confindustria (Emma Marcegaglia), non si sarebbe certamente concluso, nonostante le attese dell’opinione pubblica tutta, nel migliore e più risolutivo dei modi.

Elsa Fornero: crisi economica e mercato del lavoro

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, che oggi pomeriggio a partire dalle ore 16:00 dovrebbe incontrare, insieme al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, le parti sociali coinvolte nella delineazione del futuro mercato del lavoro, sarebbe recentemente tornata a parlare sia della propria riforma del lavoro che, più in generale, della crisi economica che, ancora dal 2008 e dall’ormai celeberrimo crack Lehman, attanaglierebbe i più tecnologicamente avanzati Paesi Occidentali.

Guida alle nuove pensioni del Governo Monti

La confusione in merito alla riforma previdenziale del Governo Monti, com’è logico e comprensibile, è molto alta e diffusa, come ci si potrebbe immaginare, in tutta la popolazione italiana che, a pochi giorni dall’entrata in vigore del provvedimento che, ancora per moltissimo tempo farà discutere, animatamente, l’opinione pubblica, non riesce minimamente a capacitarsi del proprio futuro non riuscendo ad intuire se, quando e con quale metodo verrà calcolato il proprio assegno pensionistico.

I punti critici della riforma del lavoro

Nonostante un’intesa tra il Governo Monti e i partiti della maggioranza sia stata informalmente trovata, la riforma del lavoro, così come elaborata dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, scontenterebbe le numerose altre parti sociali coinvolte nella delineazione del futuro mercato del lavoro che, al momento, non sembrerebbero manifestare la benché minima intenzione a pervenire ad un accordo qualsiasi.

Punti critici rimangono la flessibilità in entrata, la flessibilità in uscita e gli ammortizzatori sociali.

Camusso frena sulla riforma del lavoro

Susanna Camusso, attuale leader della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, o CGIL, sarebbe tornata a parlare dell’imminente riforma del lavoro sostenendo come l’intesa governo – partiti di maggioranza raggiunta nella notte, proprio sul delicato tema del futuro mercato del lavoro, tra i rappresentati del Governo Monti e i segretari generali dei principali partiti di maggioranza, non sia da considerarsi degna di alcun valore poiché priva dell’approvazione dei sindacati che, soprattutto nell’elaborazione di una si complessa riforma, dovrebbe rivestire un ruolo quanto mai decisivo.

Accordo Fornero – Sindacati entro il 23 marzo

Nonostante l’incontro di ieri pomeriggio sulla riforma del lavoro, per ammissione stessa del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, non sia stato dei più soddisfacenti, costringendo il titolare del Welfare a sostenere come il Governo Monti non abbia alcuna intenzione di mettere sul tavolo una “paccata” (sebbene sia il termine in quanto tale che l’entità di codesto apparentemente stratosferico importo sarebbero stati oggetti di perplessità se non addirittura di derisione sui principali social network) di milioni nel caso in cui non vengano utilizzati nel migliore dei modi, l’odierna riunione-fiume tra Elsa Fornero ed i rappresentati delle principali sigle sindacali, avrebbe lasciato intendere come ci siano gli spazi di manovra necessari a raggiungere l’agognato accordo entro venerdì 23 marzo 2012.

Le numerose proposte del Governo Monti

L’Esecutivo Monti, in questi primi 5 mesi di governo, avrebbe emanato così tanti provvedimenti, decreti, proposte, trattati, corredati da un innumerevole ed incalcolabile quantità di trattative, marce indietro contrordini e simili (come non pensare, per esempio, alle oltre 2.400 modifiche inserite dalle commissioni Bilancio e Industria nel maxiemendamento al decreto liberalizzazioni?), che tenerne il conto sarebbe oramai impossibile.

Cerchiamo dunque, nel modo più esaustivo, schematico e dunque più chiaro possibile, di riassumere le principale proposte dei primi 5 mesi del Governo Monti.

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