Dettagli riforma del lavoro Governo Monti

Si avvicina ormai il 31 marzo 2012 e dunque, come più volte dichiarato dai rappresentati del Governo Monti, l’approvazione della riforma del mercato del lavoro che, con o senza i sindacati, delineerà il futuro mercato del lavoro soprattutto dei giovani italiani, categoria, quest’ultima, che più di altre starebbe risentendo, in maniera decisamente negativa, della crisi economica nonché sociale, culturale ed intellettuale vissuta dal nostro Paese.

Punizioni corporali alla Abercrombie di Milano

Parrebbe quasi uno scherzo piuttosto che un’intrigante trovata pubblicitaria o un racconto d’altri mondi: dipendenti, italiani, regolarmente assunti (sempre che un contratto di lavoro intermittente possa effettivamente dirsi tale) da una multinazionale, statunitense, costretti a subire durissime, inopportune e quanto mai umilianti punizioni corporali nel caso in cui, per esempio, non si dimostrino oltremodo scattanti, attenti, precisi e sorridenti nello svolgimento delle proprie mansioni piuttosto che nel rapporto con i clienti o con i superiori.

Fiat Italia non chiuderà alcuno stabilimento

Tempo fa davamo notizia, proprio su questo blog, della possibilità, paventata dallo stesso Sergio Marchionne in un’intervista al Corriere della Sera, che Fiat Italia dovesse chiudere, in caso di risultati poco soddisfacenti, dal punto di vista delle vendite e, soprattutto, delle esportazioni oltreoceano, alcuni propri stabilimenti di produzione.

Disoccupazione mai così alta dal 2001

In Italia la disoccupazione, stando alle ultime rilevazioni statistiche effettuate  a gennaio 2012 dall’Istituto Nazionale di Statistica, altrimenti detto ISTAT, avrebbe raggiunto il più alto valore mai registrato nel Bel Paese o, per lo meno, il più alto valore mai registrato dal 2001, anno durante il quale, come forse qualcuno ricorderà, il succitato istituto di statistica cominciò ad elaborare le proprie serie storiche trimestrali sull’andamento della disoccupazione.

Professional Day 2012 per valutare le liberalizzazioni

Si terrà, nel corso della giornata odierna, il primo Professional Day italiano, altrimenti definito Giornata Nazionale dell’Orgoglio delle Professioni, il cui scopo sarà anche e soprattutto quello di analizzare, commentare e valutare il decreto liberalizzazioni.

Nonostante, infatti, già oggi si sappia, con assoluta certezza, che nessun professionista sarà mai tenuto alla presentazione di un preventivo scritto al cliente, il testo del succitato decreto, ancora in discussione in Parlamento, presenterebbe molte drastiche novità che, se da una parte sarebbero state ben digerite (oltremodo significativo, a tal proposito, dovrebbe essere lo sciopero di 10 giorni indetto dai benzinai che avrebbero voluto dal Governo Monti un provvedimento ancor più incisivo), dall’altra sarebbero, ancora in queste ore, fortemente osteggiate.

Sindacati chiedono aumento stipendi italiani

La notizia che gli stipendi italiani siano più bassi di quelli greci avrebbe rapidamente fatto il giro della Penisola e, sebbene informalmente incorretti (poiché i dati diffusi negli scorsi giorni dall’Eurostat si riferirebbero, come avrebbero già in giornata precisato i principali quotidiani nazionali, ai salari al lordo delle tasse) avrebbe lasciato letteralmente sconvolti sia i cittadini che le forze sociali.

Stipendi italiani più bassi di quelli greci

Stando a quanto recentemente dichiarato dall’Eurostat (l’istituto di statistica ufficiale dell’Unione Europea), i problemi italiani, relativamente al mondo del lavoro, non riguarderebbero solamente la disoccupazione piuttosto che la sottooccupazione, bensì anche i salari di quanti, un lavoro, l’avrebbero già conquistato.

Clausola gravidanza contratti RAI

Molti di voi sicuramente conosceranno, per averne sentito parlare in televisione piuttosto che per averne letto sui giornali, della scabrosa vicenda che, negli scorsi giorni, avrebbe coinvolto la RAI a causa della presenza, nei propri contratti di lavoro, di una particolarissima clausola, individuata in modo totalmente casuale, che costringerebbe l’Azienda a licenziare le donne che dovessero rimanere incinta nel corso della propria prestazione lavorativa.

Ritardi nei pagamenti della cassa integrazione

Il dramma dei cassaintegrati italiani, ormai ben più di un milione, è doppio e irrisolvibile: impossibilitati a lavorare, così come a cercare un qualsiasi differente impiego, sono altresì costretti a sottostare alle lentezze ed alle inefficienze della macchina burocratica, composta essenzialmente da un intrico non ben definito di ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale e Regioni, ormai incapace di evadere le richieste al ritmo con le quali verrebbero attualmente presentate.

Riforma del lavoro con o senza i sindacati

Checché se ne dica, e nonostante tutte le rassicurazioni in merito, il Governo Monti avrebbe ormai deciso, con o senza il consenso dei sindacati, di procedere con la riforma del mercato del lavoro poiché, come confermato dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, entro tre settimane, anche e soprattutto a causa degli impegni e delle scadenze prese nei confronti dell’Unione Europea, il futuro mercato del lavoro dovrà essere perfettamente delineato.

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