Cos’è la legge di stabilità

Si fa molto parlare, in questi ultimi giorni, dei molti problemi che, su più fronti, il Governo italiano si è ritrovato nella spinosa situazione di dover risolvere entro la fine dell’anno.

Oltre a cercare di riconquistare la fiducia perduta, così da riguadagnare il prestigio internazionale di cui la nostre nazione ha sempre goduto, o a cercare di convincere gli alleati europei della bontà delle riforme economico-finanziarie con le quali il nostro Paese intende risolvere la crisi da debito sovrano grazie alla lettere all’Europa in materia di pensionamento.

Lettera all’Europa in materia di pensionamento

Ci stiamo occupando, quest’oggi, della documento d’intenti grazie al quale il governo italiano avrebbe spiegato, all’Unione Europea, come intende muoversi pur di uscire, definitivamente, dalla crisi da debito sovrano, ottenere il pareggio di bilancio, così come previsto dal decreto legge 13 agosto 2011 n° 138, entro il 2013 e sanare, finalmente, il buco del debito pubblico italiano.

La bellezza di pagare le tasse

Molti italiani si dimenticano, a dire il vero molto spesso, non solo dell’importanza di pagare le tasse, bensì anche della bellezza di un tale atto di civiltà che non dovrebbe essere dovuto bensì esperito con gioia.

Ne parliamo oggi poiché, nel corso dell’estate, sarebbero stati divulgati i dati di un’interessante ricerca condotta dalla Banca d’Italia, purtroppo passata sotto tono, che chiedeva, ad un considerevole campione di popolazione, se fosse disponibile a subire un discreto aumento della pressione fiscale.

La risposta, sorprendentemente, è stata, nella maggior parte dei casi, decisamente positiva.

Sotto occupazione è il problema italiano

Si sostiene, ormai da lungo tempo e a gran voce da più parti, come il principale problema italiano, che inficia gli sforzi del governo per il risanamento delle finanze pubbliche, sia quello della disoccupazione.

Si può altresì sostenere, però, come, sebbene la disoccupazione sia un problema certamente non rappresenti il problema che, risolto, potrebbe far tornare a sorridere gli italiani.

5 MILIONI DI DISOCCUPATI IN ITALIA

Quando si andrà in pensione

Le riforme che, in queste ultime settimane, hanno interessato le pensioni, stanno preoccupando molti italiani che non sanno più capire quando e, soprattutto con quanto, andranno in pensione. Gli ultimi dati, approssimativi, parlano di età pensionabile spostata anche fino a 70 anni, per alcuni particolari casi e con un ammontare che, secondi alcuni, certo non ripaga di così tanti sforzi e tanta fatica.

Comunque, nell’attesa che la situazione si definisca nella maniera più precisa possibile, cerchiamo di fare ordine nella confusione previdenziale cercando di capire quando e con quale cifra si potrà andare in pensione.

I conti pubblici italiani sono più sicuri di quelli spagnoli

Se si guarda la tabella dell’Fmi, l’Italia è uno dei pochi paesi che ha l’avanzo primario di bilancio pubblico, un elemento che contribuisce alla discesa del nostro debito. Un avanzo primario che continua a crescere. Il ragionamento sulla riduzione del debito pubblico va fatto in questo modo, abbiamo poi la garanzia che ci viene dall’introduzione del vincolo del pareggio del bilancio. Noi siamo sulla strada giusta, non sono numeri nostri ma del Fondo”.

Crescere è la priorità dell’Italia

Considerando la situazione economico-finanziaria europea dal punto di vista di uno dei più efficaci indicatori della politica fiscale di ogni singolo Paese (ovverosia prendendo in considerazione i conti pubblici al netto degli interessi sul debito) l’Italia risulterebbe essere una nazione, con un avanzo pari al 2%, davvero importante, addirittura messa meglio di quella Germania che, in questi ultimi anni, ha dettato i ritmi della ripresa.

Verrebbe da chiedersi, allora, perché mai Moody’s si stia apprestando a giudicare, in maniera nettamente negativa, il nostro Paese.

CRESCITA ECONOMICA ITALIANA FERMA SECONDO CONFINDUSTRIA

Manovra finanziaria 2011 approvata con fiducia

La Camera dei Deputati, presso la quale la manovra finanziaria 2011 era approdata sin da lunedì, avrebbe approvato, con voto di fiducia e parecchie riserve (i favorevoli sono risultati essere soltanto 316), il testo del decreto legge 13 agosto 2011 n° 138 dando il via libera alla definitiva trasformazione in legge del decreto finanziario, redatto in tutta fretta a metà agosto, che dovrebbe avvenire oggi stesso a partire dalle 18.30.

Berlusconi afferma di aver salvato i conti

“Penso che abbiamo lavorato bene per rendere la manovra più equa possibile, sia pure con il necessario rigore”.

Con queste parole di stima per l’impegno dimostrato dai colleghi della maggioranza il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha messo la parola fine alle infinite discussioni sorte in seno alla politica e all’opinione pubblica sull’operato del governo nei confronti della stesura e dell’approvazione del decreto legge 13 agosto 2011 n° 188, meglio noto come manovra finanziaria 2011.

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