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calamità naturali

Anziani giapponesi chiedono al governo di andare a Fukushima a pulire

Pubblicato da: Elena Botta

In questi mesi si continua a parlare del disastro di Fukushima e delle prese di coscienza dei governi europei riguardo all’utilizzo dell’energia nucleare e dei possibili rischi a cui si potrebbe andare incontro, tanto che la Germania, la Svizzera, la Francia ed in ultimo l’Italia con il risultato del referendum sul nucleare, hanno deciso di chiudere gli impianti e di passare alle energie alternative.
Recentemente uno studio pubblicato dal quotidiano giapponese Tokio Shimbun riguardo alle radiazioni nucleari nocive, ha esaminato il caso di molti bambini che vivono nei pressi di Fukushima che presentano dei sintomi che pare siano dovuti all’esposizione massiva di radiazioni e ha dichiarato che può esserci un possibile rischio per le popolazioni che si trovano vicino alla centrale nucleare danneggiata dal terremoto dello scorso 11 marzo.


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Centrali nucleari Usa pericolose

Pubblicato da: Elena Botta

Continuiamo a parlare di energia nucleare, anche dopo l’esito dei recenti referendum e dopo che sia la Germania che la Francia hanno detto no a questo tipo di energia, dandosi un tempo massimo per sostituirla con energie alternative, non pericolose e non inquinanti, perchè oggi è emersa un’inquietante inchiesta sulle centrali nucleari degli Stati Uniti.


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Radiazioni nucleari in Giappone, salute bambini a rischio

Pubblicato da: Elena Botta

Il Tokyo Shimbun ha pubblicato i primi dati relativi ai possibili effetti nocivi sulla salute dei bambini che sono rimasti esposti agli agenti radioattivi che sono fuoriusciti dalla centrale atomica di Fukusima dopo lo tsunami e la relativa esplosione dei reattori nucleari.
E così il Tokyo Shimbun, uscito il 16 giugno, fa sapere che i bambini di Koriyama, una cittadina di circa 350 mila abitanti ad una cinquantina di chilometri da Fukushima, soffrono di epistassi nasale, diarrea, vomito e spossatezza.
Un’associazione no profit italiana che si chiama Il ponte per Cernobyl ha aperto un centro medico nella cittadina, al quale si sono rivolti centinaia di cittadini preoccupati per gli effetti dell’esposizione alle radiazioni e circa una cinquantina di famiglie ha portato i propri figli che accusavano perdita di sangue dal naso e diarrea.
I medici di famiglia locali non sanno quale possa essere la causa, spesso sostenendo che si tratti di una possibile allergia a pollini, ma non escludendo però la possibilità di contaminazioni radioattive.


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La Germania dice stop al nucleare

Pubblicato da: Elena Botta

Si parla in questo periodo in modo molto insistente dell’energia nucleare, in quanto dopo il disastro di Fukushima, tutto il mondo si interroga sulla sicurezza degli impianti e sulla possibilità di impiegare energie rinnovabili che sopperiscano al bisogno di energia di tutto il pianeta.
In Italia in modo particolare, il dibattito è aperto perchè il 12 e 13 giugno si sarebbe dovuto votare per il referendum sull’energia nucleare, ma che con il voto di fiducia delle Camere per il decreto Omnibus, è stata approvata la moratoria e quindi ora non c’è più, ma se ne continua a parlare.
La notizia di oggi è che la Germania sarà il primo paese a dire no al nucleare, impegnandosi a chiudere tutti gli impianti entro il 2022.


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La Tepco chiede aiuto al governo giapponese

Pubblicato da: Elena Botta

La Tepco che gestisce la centrale nucleare di Fukushima ha chiesto ufficialmente aiuto al governo del Giappone affinchè lo aiuti a far fronte agli ingenti oneri finanziari che sono sopravvenuti a fronte dell’incidente verificatosi dopo il terribile tsunami dell’11 marzo scorso che ha messo in ginocchio tutto l’impero nipponico.
E così il premier giapponese Naoto Kan ha deciso che da giugno rinuncerà al suo stipendio da politico (anche se continuerà a percepire la sua indennità da parlamentare) finchè la crisi nucleare non sarà finita; oggi il presidente della Tepco Masataka Shimizu, ha presentato formale richiesta d’aiuto al ministro per lo sviluppo industriale Banri Kaieda, affinchè lo stato possa arginare gli ingenti debiti accumulatisi fino ad oggi per far fronte ai mastodontici indennizzi a seguito della crisi nucleare.


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