Camusso frena sulla riforma del lavoro

Susanna Camusso, attuale leader della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, o CGIL, sarebbe tornata a parlare dell’imminente riforma del lavoro sostenendo come l’intesa governo – partiti di maggioranza raggiunta nella notte, proprio sul delicato tema del futuro mercato del lavoro, tra i rappresentati del Governo Monti e i segretari generali dei principali partiti di maggioranza, non sia da considerarsi degna di alcun valore poiché priva dell’approvazione dei sindacati che, soprattutto nell’elaborazione di una si complessa riforma, dovrebbe rivestire un ruolo quanto mai decisivo.

Commissioni bancarie c/c gratuiti ai pensionati

Torna a far discutere ed accende nuovamente gli animi la questione, quanto mai delicata nonché causa delle dimissioni del comitato direttivo dell’ABI, delle commissioni bancarie dei conti correnti bancari e postali gratuiti a tutti i pensionati il cui assegno pensionistico, pur superando i 1.000 euro, non riesca ad eccedere i 1.500 euro.

Accordo Fornero – Sindacati entro il 23 marzo

Nonostante l’incontro di ieri pomeriggio sulla riforma del lavoro, per ammissione stessa del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, non sia stato dei più soddisfacenti, costringendo il titolare del Welfare a sostenere come il Governo Monti non abbia alcuna intenzione di mettere sul tavolo una “paccata” (sebbene sia il termine in quanto tale che l’entità di codesto apparentemente stratosferico importo sarebbero stati oggetti di perplessità se non addirittura di derisione sui principali social network) di milioni nel caso in cui non vengano utilizzati nel migliore dei modi, l’odierna riunione-fiume tra Elsa Fornero ed i rappresentati delle principali sigle sindacali, avrebbe lasciato intendere come ci siano gli spazi di manovra necessari a raggiungere l’agognato accordo entro venerdì 23 marzo 2012.

Le numerose proposte del Governo Monti

L’Esecutivo Monti, in questi primi 5 mesi di governo, avrebbe emanato così tanti provvedimenti, decreti, proposte, trattati, corredati da un innumerevole ed incalcolabile quantità di trattative, marce indietro contrordini e simili (come non pensare, per esempio, alle oltre 2.400 modifiche inserite dalle commissioni Bilancio e Industria nel maxiemendamento al decreto liberalizzazioni?), che tenerne il conto sarebbe oramai impossibile.

Cerchiamo dunque, nel modo più esaustivo, schematico e dunque più chiaro possibile, di riassumere le principale proposte dei primi 5 mesi del Governo Monti.

Dettagli riforma del lavoro Governo Monti

Si avvicina ormai il 31 marzo 2012 e dunque, come più volte dichiarato dai rappresentati del Governo Monti, l’approvazione della riforma del mercato del lavoro che, con o senza i sindacati, delineerà il futuro mercato del lavoro soprattutto dei giovani italiani, categoria, quest’ultima, che più di altre starebbe risentendo, in maniera decisamente negativa, della crisi economica nonché sociale, culturale ed intellettuale vissuta dal nostro Paese.

Spending review a Palazzo Chigi

Il Presidente del Consiglio dei Ministri nonché ministro dell’Economia e delle Finanze Mario Monti avrebbe deciso, grazie ad una nota diffusa nella primissima mattinata di oggi, di tagliare il personale di Palazzo Chigi così che, nel più breve tempo possibile, possa effettivamente concretizzarsi l’opera di spending review che, entro la fine del 2012, dovrebbe portare ad una riduzione dei costi di gestione della sede del Governo, in base alle prime stime ufficiali, pari ad almeno 486 milioni di euro.

Professional Day 2012 per valutare le liberalizzazioni

Si terrà, nel corso della giornata odierna, il primo Professional Day italiano, altrimenti definito Giornata Nazionale dell’Orgoglio delle Professioni, il cui scopo sarà anche e soprattutto quello di analizzare, commentare e valutare il decreto liberalizzazioni.

Nonostante, infatti, già oggi si sappia, con assoluta certezza, che nessun professionista sarà mai tenuto alla presentazione di un preventivo scritto al cliente, il testo del succitato decreto, ancora in discussione in Parlamento, presenterebbe molte drastiche novità che, se da una parte sarebbero state ben digerite (oltremodo significativo, a tal proposito, dovrebbe essere lo sciopero di 10 giorni indetto dai benzinai che avrebbero voluto dal Governo Monti un provvedimento ancor più incisivo), dall’altra sarebbero, ancora in queste ore, fortemente osteggiate.

Sindacati chiedono aumento stipendi italiani

La notizia che gli stipendi italiani siano più bassi di quelli greci avrebbe rapidamente fatto il giro della Penisola e, sebbene informalmente incorretti (poiché i dati diffusi negli scorsi giorni dall’Eurostat si riferirebbero, come avrebbero già in giornata precisato i principali quotidiani nazionali, ai salari al lordo delle tasse) avrebbe lasciato letteralmente sconvolti sia i cittadini che le forze sociali.

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