Tagli al welfare nella legge di stabilità

Ci siamo occupati, e ancora a lungo ci occuperemo, della legge di stabilità finanziaria 2012, approvata dal governo guidato dal dimissionario Silvio Berlusconi, analizzandone, in particolare, le misure che incideranno sulla nostra vita quotidiana.

Ci siamo interessati, dunque, all’aumento delle accise, della mancata proroga della detrazione 55 che, in questi ultimi anni, è risultata essere molto utile per quanti abbiano avviato interventi di ristrutturazione energetica della propria abitazione, le misure occupazionali e molto altro ancora.

Gli immigrati pagheranno le pensioni

Se è vero, come abbiamo avuto modo di vedere recentemente, che uno dei principali problemi degli italiani è quello della sotto occupazione, rispetto alla tanto deprecata disoccupazione che, per la verità, si ritrova ad essere in linea, se non addirittura inferiore a quella delle altre grandi economie occidentali, allora è vero che, collateralmente parlando, vi sarà, prima o poi, un serio problema di pensioni.

SOTTO OCCUPAZIONE È IL PROBLEMA ITALIANO

Quando si andrà in pensione

Le riforme che, in queste ultime settimane, hanno interessato le pensioni, stanno preoccupando molti italiani che non sanno più capire quando e, soprattutto con quanto, andranno in pensione. Gli ultimi dati, approssimativi, parlano di età pensionabile spostata anche fino a 70 anni, per alcuni particolari casi e con un ammontare che, secondi alcuni, certo non ripaga di così tanti sforzi e tanta fatica.

Comunque, nell’attesa che la situazione si definisca nella maniera più precisa possibile, cerchiamo di fare ordine nella confusione previdenziale cercando di capire quando e con quale cifra si potrà andare in pensione.

Batterio killer nuove vittime

Il batterio killer che all’inizio sembrava essere presente all’interno dei cetrioli e che ha causato ad oggi la morte di ben 25 persone sta diventando un vero e proprio rompicapo per gli studiosi di tutto il mondo che non riescono a trovarne l’origine.
Batterio modificato della famosa Escherichia Coli, questo sembra non avere nessuna cura e non si è riusciti a capire da cosa sia stato scaturito, poichè le supposizioni che erano state fatte sui germogli di soia qualche giorno fa, sono risultate infondate.
Nel frattempo in Germania la gente che viene ricoverata con sintomi sospetti continua a crescere di ora in ora ed è ormai emergenza sanitaria in tutto il paese.

Batterio killer variante molto tossica e mai analizzata

In questi giorni si continua a parlare dei cetrioli killer che provengono dalla Germania, che stanno contagiando gran parte dell’Europa a causa del batterio modificato dell’escherichia coli e le ultime notizie che provengono dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dicono che si tratta di una variante mai vista prima.
Gli studiosi cinesi che stanno studiando il batterio, fanno sapere che si tratta di un ceppo che non è mai stato isolato prima dai pazienti e presenta delle caratteristiche nuove che risultano essere più virulente e difficili da debellare.
Sembra infatti che si tratti di una forma mutante di due diversi batteri dell’escherichia coli che spiegherebbe così i 18 decessi le oltre duemila persone ammalate e le 470 che hanno contratto una rara sindrome emolitico -uremica.

Gabbie Salariali: cosa sono?

E’ un argomento che è tornato di moda dopo che Roberto Calderoli e Umberto Bossi ne hanno parlato ribadendo il loro sì alla reintroduzione delle gabbie salariali. Ma che cosa sono le Gabbie Salariali?

Le Gabbie Salariali sono un sistema che è entrato in vigore nel 1945 ed è rimasto attivo fino al 1969 quando furono abolite dopo una dura battaglia sindacale. Il sistema dovrebbe garantire uno stipendio adeguato al costo della vita presente in una regione o addirittura in una città.

Questo problema è sorto dal fatto che al Sud il costo della vita è nettamente inferiore a quello del Nord dove però lo stipendio dei dipendenti pubblici, dei militari e degli insegnanti risulta essere equiparato a quello dei colleghi meridionali.

Modifica dell’età di pensione delle donne

Il ministro del lavoro e delle politiche sociali Sacconi ribadisce che la proposta di alzare l’età della pensione di vecchiaia alle donne è solo un’ipotesi che è giusto prendere in considerazione per ammortizzare la spesa pubblica.

La proposta consiste nell’equiparare la pensione di vecchiaia delle donne a quella degli uomini. La proposta, almeno in linea di principio, non appare poi così malvagia considerando che, statisticamente parlando, le donne hanno un tasso di mortalità di vecchiaia più alta rispetto a quella degli uomini.

CGIL non firma l’accordo sulla riforma dei contratti

Ieri è stato firmato l’accordo tra il governo e tutte le sigle sindacali principali tranne il sindacato dei lavoratori comunista CGIL guidato da Epifani.

La CGIL non ha voluto firmare l’accordo per la riforma dei contratti di lavoro poichè, a detta di Epifani, tale riforma non compenserebbe il reale andamento dell’inflazione. Tutte le altre sigle sindacali formate da CISL, UIL, UGL, ma anche la confindustria capitanata da Marciagaglia, hanno firmato l’accordo seguendo così l’appello del sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Letta che invitava le parti a prendere atto della crisi.

Le parti sociali aprono alla settimana corta

Sono sostanzialmente positive le reazioni delle rappresentanze di imprenditori e di lavoratori all’ipotesi sul tappeto di introdurre nel sistema della cassa integrazione il nuovo meccanismo della settimana corta, sia pure con qualche precisazione e qualche distinguo.

Per la Confindustria, il sostegno alla proposta di Sacconi è espresso dal vicepresidente per le relazioni industriali, Alberto Bombassei, che tuttavia ritiene che la settimana corta può essere considerata ammissibile solo come soluzione-tampone in situazioni emergenziali, e soprattutto assume una sua validità solo se accompagnata da altre misure indispensabili, come una pesante opera di formazione a favore dei lavoratori coinvolti, posto che presumibilmente molti di loro dovranno cercare un nuovo impiego.

Ogni ipotesi di sostegno del reddito, dunque, non può essere vista come a se stante, ma va integrata con soluzioni complementari.

La settimana corta è in agenda

Dopo il primo, vago accenno da parte di Silvio Berlusconi durante la conferenza-stampa di fine anno, è ora il ministro del Welfare Maurizio Sacconi a prendere seriamente in mano l’ipotesi dell’introduzione della settimana corta, come già in Germania sta facendo il governo Merkel.

In sostanza, essa costituirebbe un’alternativa alle tradizionali metodologie di applicazione della cassa integrazione. Normalmente, infatti, l’impresa in crisi che accede a tale agevolazione mantiene sul posto di lavoro solo una parte dei lavoratori mentre la parte restante, che rimane a casa, gode per il periodo considerato del trattamento di integrazione salariale, pari ad una percentuale del normale stipendio, che a seconda dei casi è a carico del datore di lavoro oppure dello Stato.

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