
I libici erano particolarmente esaltati nel mostrare il corpo trucidato del colonnello che per decenni li ha tenuti in scacco impedendo loro di comunicare e di vivere in completa libertà e in uno stato di diritto.

I libici erano particolarmente esaltati nel mostrare il corpo trucidato del colonnello che per decenni li ha tenuti in scacco impedendo loro di comunicare e di vivere in completa libertà e in uno stato di diritto.


Tale misura, si legge nel decreto, è finalizzata a razionalizzare e riorganizzare la spesa pubblica senza però intaccare gli obiettivi di sicurezza pubblica e verrà attuata mediante la riduzione dello stanziamento previsto per un ammontare di 10 milioni di euro per l’anno 2012 e di 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013. Tale riduzione sarà applicata per metà alla Polizia di Stato e per l’altra metà all’Arma dei carabinieri.


Ci si chiederà, comprensibilmente e vista la confusione generatasi, in queste ore, intorno alla vicenda, in cosa, precisamente, consista il fatto contestato, sino ad ieri, anche al nostro premier e cosa riguardi, con esattezza, il suddetto processo.

Ciò che oggi si conosce, con assoluta certezza, è soltanto che, una manifestazione pacifica, a causa dell’infiltrazione di non meglio definiti “violenti”, si sarebbe trasformata in una guerriglia urbana.

Una protesta, pacifica, organizzata nel giorno del rinnovo della fiducia al governo che, come abbiamo già avuto modo di analizzare, secondo molti analisti non avrebbe più i numeri per guidare il Paese con forza e tranquillità, si sarebbe infatti trasformata, per motivi ancora ignoti, in una serie di scontri, assolutamente violenti ed incontrollabili, che avrebbero coinvolto i manifestanti, un gruppo di non meglio precisati infiltrati, da alcuni definiti Black Bloc, da altri fascisti, da altri ancora appartenenti a centri sociali e affini, e le forze dell’ordine.

Si tratterebbe, infatti, di una crisi da debito sovrano che, come si intuisce dal nome, è causata dall’incredibile indebitamento raggiunto dagli Stati nazionali.


Ne parliamo oggi poiché, nel corso dell’estate, sarebbero stati divulgati i dati di un’interessante ricerca condotta dalla Banca d’Italia, purtroppo passata sotto tono, che chiedeva, ad un considerevole campione di popolazione, se fosse disponibile a subire un discreto aumento della pressione fiscale.
La risposta, sorprendentemente, è stata, nella maggior parte dei casi, decisamente positiva.

Si può altresì sostenere, però, come, sebbene la disoccupazione sia un problema certamente non rappresenti il problema che, risolto, potrebbe far tornare a sorridere gli italiani.

Il problema, dunque, è reale e consolidato sebbene si possa dire, a nostro vantaggio, come la situazione sia rimasta invariata, a differenza di quanto avvenuto negli altri paesi europei, anche nel corso della Grande Crisi del post-crack Lehman.