Intercettazioni Berlusconi Lavitola

La politica italiana, purtroppo, sembrerebbe essere arrivata al capolinea. Per una notizia bella, come quella relativa al proscioglimento del presidente del consiglio Silvio Berlusconi dal Processo Mediatrade, giacché egli, secondo i giudici, non avrebbe commesso il fatto, altre, decisamente negative, se non addirittura imbarazzanti, giungono ai (dis)onori della cronaca.

Cos’è il processo Mediatrade

Il giudice per l’udienza preliminare Maria Grazia Vicedomini avrebbe deciso, proprio oggi pomeriggio, di rinviare a giudizio, per il cosiddetto Processo Mediatrade, soltanto Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri prosciogliendo, invece, l’imputato di lusso Silvio Berlusconi, attuale presidente del consiglio, “per non aver commesso il fatto”.

Ci si chiederà, comprensibilmente e vista la confusione generatasi, in queste ore, intorno alla vicenda, in cosa, precisamente, consista il fatto contestato, sino ad ieri, anche al nostro premier e cosa riguardi, con esattezza, il suddetto processo.

PROCESSI A CARICO DI SILVIO BERLUSCONI

Video racconto del 15 ottobre 2011

Ciò che è avvenuto il 15 ottobre 2011 a Roma, in piazza San Giovanni, è di difficilissima interpretazione e, essendo passati soltanto pochi giorni da quei tragici eventi, non ci sentiamo di lanciarci in analisi, più o meno approfondite, degli accadimenti giacché, la prospettiva storica, rischierebbe di uscirne drammaticamente sconvolta.

Ciò che oggi si conosce, con assoluta certezza, è soltanto che, una manifestazione pacifica, a causa dell’infiltrazione di non meglio definiti “violenti”, si sarebbe trasformata in una guerriglia urbana.

Chi sono i manifestanti romani

Le scene di vera e propria guerriglia urbana alla quale abbiamo potuto assistere sabato 15 ottobre 2011 nel centro di Roma, precisamente in piazza San Giovanni, sono di quelle che, difficilmente, potremo toglierci dagli occhi e dalle menti.

Una protesta, pacifica, organizzata nel giorno del rinnovo della fiducia al governo che, come abbiamo già avuto modo di analizzare, secondo molti analisti non avrebbe più i numeri per guidare il Paese con forza e tranquillità, si sarebbe infatti trasformata, per motivi ancora ignoti, in una serie di scontri, assolutamente violenti ed incontrollabili, che avrebbero coinvolto i manifestanti, un gruppo di non meglio precisati infiltrati, da alcuni definiti Black Bloc, da altri fascisti, da altri ancora appartenenti a centri sociali e affini, e le forze dell’ordine.

IL QUIRINALE CHIEDE CHE SI VADA AL VOTO ANTICIPATO

Cause della crisi da debito sovrano

Quella che l’Europa e, più in generale, le economie Occidentali e in minima parte anche quelle Emergenti, stanno strenuamente affrontando si può a ben diritto definire quale una nuova crisi, una seconda crisi, una crisi consequenziale, successiva e, per certi versi, necessaria, di quella che, nel 2008, colpì l’intero globo a seguito della scomparsa nel nulla di Lehman Brothers (e di moltissimi miliardi di dollari).

Si tratterebbe, infatti, di una crisi da debito sovrano che, come si intuisce dal nome, è causata dall’incredibile indebitamento raggiunto dagli Stati nazionali.

POLITICA FISCALE

Gli immigrati pagheranno le pensioni

Se è vero, come abbiamo avuto modo di vedere recentemente, che uno dei principali problemi degli italiani è quello della sotto occupazione, rispetto alla tanto deprecata disoccupazione che, per la verità, si ritrova ad essere in linea, se non addirittura inferiore a quella delle altre grandi economie occidentali, allora è vero che, collateralmente parlando, vi sarà, prima o poi, un serio problema di pensioni.

SOTTO OCCUPAZIONE È IL PROBLEMA ITALIANO

La bellezza di pagare le tasse

Molti italiani si dimenticano, a dire il vero molto spesso, non solo dell’importanza di pagare le tasse, bensì anche della bellezza di un tale atto di civiltà che non dovrebbe essere dovuto bensì esperito con gioia.

Ne parliamo oggi poiché, nel corso dell’estate, sarebbero stati divulgati i dati di un’interessante ricerca condotta dalla Banca d’Italia, purtroppo passata sotto tono, che chiedeva, ad un considerevole campione di popolazione, se fosse disponibile a subire un discreto aumento della pressione fiscale.

La risposta, sorprendentemente, è stata, nella maggior parte dei casi, decisamente positiva.

Sotto occupazione è il problema italiano

Si sostiene, ormai da lungo tempo e a gran voce da più parti, come il principale problema italiano, che inficia gli sforzi del governo per il risanamento delle finanze pubbliche, sia quello della disoccupazione.

Si può altresì sostenere, però, come, sebbene la disoccupazione sia un problema certamente non rappresenti il problema che, risolto, potrebbe far tornare a sorridere gli italiani.

5 MILIONI DI DISOCCUPATI IN ITALIA

Povertà dilagante in Italia

Una ricerca condotta dall’Istat e pubblicata nel corso dell’estate avrebbe dimostrato come, in Italia, vi sia un serio problema di povertà dilagante, giunta ormai a sfiorare costantemente l’11% delle famiglie e che non accenna a ridimensionarsi.

Il problema, dunque, è reale e consolidato sebbene si possa dire, a nostro vantaggio, come la situazione sia rimasta invariata, a differenza di quanto avvenuto negli altri paesi europei, anche nel corso della Grande Crisi del post-crack Lehman.

SOCIAL CARD ACLI RILANCIA LA CARTA ACQUISTI

Il Quirinale chiede che si vada al voto anticipato

Ciò che di clamoroso è accaduto ieri non è tanto la decisione, presa in totale autonomia e in totale disaccordo con il proprio ministro delle Finanza, di porre la fiducia sulla questione dell’approvazione del Rendiconto Generale dell’Amministrazione dello Stato, sul quale il governo è stato battuto.

Ciò che di clamoroso è accaduto ieri, ovviamente, non può considerarsi il fatto che il governo, disunito, sia stato battuto e nemmeno che sia stato battuto nell’approvazione di un documento certamente importante ma non fondamentale e considerato alla stregua di una pura formalità, di un atto dovuto.

CORTE DEI CONTI BOCCIA RIFORMA FISCALE

Crisi economica sistemica peggiore del previsto

Nell’odierna audizione di Jean Claude Trichet presso il Parlamento dell’Unione Europea la crisi economica che imperversa sull’Eurozona è stata definita sistemica e decisamente peggiore rispetto alle aspettative.

Secondo l’eminente banchiere centrale, infatti, l’Europa dovrà adesso agire tempestivamente, senza perdere nemmeno un minuto di tempo per evitare che il contagio della crisi dei debiti, già trasmesso, sebbene ancora non se ne vedano gli effetti, ai paesi europei più importanti, non sconfini inesorabilmente andando a colpire gli Stati Uniti d’America e il Giappone, coinvolgendo l’intero globo in una crisi di dimensioni macroscopiche, forse peggiore di quella occorsa in seguito al crack Lehman del 2008, e dal quale sarebbe difficile risollevarsi.

Corte dei Conti boccia riforma fiscale

Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, avrebbe definitivamente bocciato, riferendo oggi sull’argomento presso la commissione Finanza della Camera dei Deputati, il ddl delega al governo per le riforme fiscali e previdenziali che, oltre ad essere impreciso nelle proprie definizioni, è stato giudicato irrealizzabile, poiché eccedente la copertura finanziaria attualmente disponibile, nonché sbagliato, nelle intenzioni date dal legislatore, poiché causerebbe ulteriori rallentamenti alla crescita economica, di cui l’Italia ha un disperato bisogno per il raggiungimento degli ambiziosi target fissati dalla manovra finanziaria 2011, o una vera e propria recessione.

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